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Calendario CSP: 24 dicembre 2016

24 dicembre, si è aperta l’ultima casella, che ci mostra un bella sorpresa, pronta a colmare una delle carenze di Gothic 3. Molti si saranno sicuramente meravigliati che il monastero dei Maghi del Fuoco nel Nordmar fosse così piccolo e spoglio, nonostante fosse il luogo d’origine del culto di Innos. E qui che è intervenuto il CSP, modificando l’ambiente e creando nuovi edifici: anzitutto una chiesa, che richiama alla mente quella del monastero di Gothic 2, ma anche nuovi interni, una cripta…
Non vi resta che dare un’occhiata al video e ai numerosi screenshot, che mostrano nel dettaglio queste novità!

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Calendario CSP: 1 dicembre 2016

Si è aperta la prima casella, dedicata al Varant. Nel deserto ci sono alcuni luoghi abbastanza verdeggianti, dove le palme danzano nella brezza e si riflettono sulla superficie dell’acqua. Si tratta ovviamente delle oasi. Nel gioco originale sembravano piuttosto prive di vita. Nel CSP molte cose sono cambiate, come a Beni Kayor.


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Elex – Regioni e Fazioni

Il nostro nuovo membro dello staff di ‘PiranhaBytesItalia’ è entusiasta… si vede che è fresco – giovane e appassionato. Dopo l’articolo di ieri dedicato a Gothic, ecco un nuovo articolo tradotto e presente su World of Elex dedicato a ELEX.
Buona lettura a tutta la community!

Elex – Regioni e Fazioni

 

Successivamente all’impatto del meteorite su Magalan, la popolazione si è divisa in quattro grandi fazioni, ognuna coi suoi scopi ed ideali. In questo articolo, attraverso esclusive informazioni dai Piranha Bytes, guardiamo al mondo di Elex più da vicino. Quale è la dimora dei Berserker? Cosa spinge le azioni degli Alba e chi sono i Chierici?

Partiamo dai Berserker:
In passato i Berserker hanno combattuto diverse battaglie per la loro ideologia, sono un popolo di guerrieri forti ed implacabili. Il loro grande obiettivo è rendere Magalan nuovamente rigogliosa. Nelle loro terre, l’Edan, situate a sud-ovest del territorio, seminano nuove coltivazioni sfruttando il Mana ottenuto grazie all’Elex, campi dove crescono quel che chiamano “nuclei del mondo”. Questi ultimi sarebbero in grado di trasformare anche la landa più desertica in fertile terreno.

Prati rigogliosi mostrano il nuovo volto di Edan
Prati rigogliosi mostrano il nuovo volto di Edan
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“Meglio tardi che mai…” – Recensione Risen 3 Enhanced Edition!

Mi stavo quasi chiedendo se dopo più di un anno dalla pubblicazione di Risen 3 “Titan Lords”, Mosè Viero de la “La Maschera Riposta“, avrebbe recensito quest’ultimo capitolo della saga di Risen. Ero lì davanti allo schermo del mio PC ad aspettare, girando i pollici e all’improvviso una notifica e-mail inaspettata mi ha incuriosito… ma sopratutto ha cessato la mia attesa! E’ giunta l’ora di leggere e analizzare la corposa recensione che a parte la mia scherzosa presentazione, fa sempre piacere leggere!

Sakkio

Risen 3: Titan Lords

L’ultima fatica di Piranha Bytes è un gioco senza infamia e senza lode, che ripropone le formule del passato senza troppa convinzione e ribadendo uno ad uno tutti i limiti di questo gruppo di autori.

1. Trovare la propria dimensione

Tutti gli ambiti della produzione artistica, usando il termine nel senso più estensivo possibile, conoscono il fenomeno che potremmo chiamare della “partenza bruciante”: se ne trovano esempi nella musica, nel cinema, e ovviamente anche nel videogioco. Ci stiamo riferendo a quegli autori che cominciano il loro percorso con un’opera eccezionale o comunque riconosciuta universalmente come tappa essenziale nella storia di un determinato genere, e che rimangono inchiodati al loro esordio come a un termine di paragone impossibile financo da eguagliare, figuriamoci da superare. Ebbene, la casa di sviluppo tedesca Piranha Bytes rappresenta, nel piccolo ambito dei GdR digitali, l’esempio forse migliore di “partenza bruciante”: il loro epicoGothic del 2001 è ancora adesso considerato una vera e propria pietra miliare, il primo gioco dell’epoca contemporanea a offrire un mondo coerente e reattivo, rappresentato con un originalissimo approccio tutto basato sulla simulazione.

Il suo seguito Gothic II ampliava il concetto iniziale mantenendo un equilibrio mirabile, e infatti molti appassionati lo ritengono importante e significativo almeno come il titolo d’esordio: da lì in avanti, però, la parabola di Piranha è stata irresistibilmente discendente. Gothic III, un progetto letteralmente gigantesco, è crollato sotto il peso delle sue assurde ambizioni: e la nuova sagaRisen oscilla tra sterili riproposizioni di formule ormai usurate e passi avventati in direzioni decisamente poco focalizzate.

Il gioco che ci apprestiamo ad analizzare, Risen 3: Titan Lords, è per di più esempio eminente della scarsa consuetudine che questa casa di sviluppo ha con i meccanismi del marketing più elementare: il prodotto in oggetto, infatti, venne annunciato con uno scarno comunicato poche settimane prima della sua pubblicazione, risalente all’agosto 2014. Si tratta certo di un problema che ci interessa assai meno di quelli presentati dal gioco in sé, ma siamo di fronte all’ennesima prova del fatto che Piranha sbaglia costantemente nel calibrare la natura stessa del suo campo d’azione. Se con i tuoi prodotti vuoi competere nel mondo dei giochi tripla A, devi necessariamente promuovere i tuoi titoli con forza e convinzione: se non hai i mezzi o la voglia per farlo, è saggio aggiustare la tua mira e collocarti in una dimensione differente, puntando a confezionare giochi di minor sforzo produttivo ma non necessariamente meno meritevoli di plauso. Il difetto capitale dei prodotti Piranha è forse proprio questo: mirano con ogni evidenza a competere con i ‘grandi’, ma senza averne i mezzi. Né dal punto di vista strettamente creativo né da quello più ampiamente produttivo. Risen 3, purtroppo, conferma in pieno il problema.

I paesaggi sono suggestivi e ricchi di particolari animati
I paesaggi sono suggestivi e ricchi di particolari animati
La Cittadella è l'imponente sede dei Demon Hunter
La Cittadella è l'imponente sede dei Demon Hunter

Continua per la recensione completa…

CSP – Vacanze a Myrtana 2°

L’autunno mantiene una salda presa sull’emisfero settentrionale, la natura si sta preparando all’inverno imminente e la maggior parte della vita quotidiana ha luogo al chiuso. Cosa c’è di meglio in tal caso di un’accogliente taverna?
HerrFenrisWolf del CST ha girato le taverne di tutta Myrtana per tutti voi e ha scritto un resoconto di ciò che ha incontrato e scoperto durante il suo viaggio! Continua così la serie Vacanze a Myrtana.

È ora, il caldo sole del nostro Signore Innos si sta levando alto nel cielo e i giorni sono lunghi. Se non ci fosse questa dannata guerra, staremmo nei campi a raccogliere il fieno con la nostra falce e nei recinti del bestiame a fare provviste per l’inverno, quando i venti gelidi si alzano dalle montagne del Nordmar e soffiano fin qui, nelle terre di mezzo.

Ma, purtroppo, la guerra è in corso. La maggior parte dei campi è poco sfruttata, i braccianti sono stati chiamati alle armi e pochi sono ritornati. Chi di noi non è ancora sotto il giogo degli Orchi, non è caduto nelle mani degli Hashishin o non si è nascosto nei campi ribelli, può permettersi ancora qualche svago. Racimoliamo qualche moneta e andiamo per taverne!

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CSP – Vacanze a Myrtana 1°

Anche se le condizioni atmosferiche suggeriscono qualcosa di diverso, siamo in estate e questo significa vacanze! Il CST ci invita a fare un viaggio nella nuova serie “Vacanze a Myrtana“, che presenta i luoghi più interessanti di Gothic 3 per chi cerca svago. Di seguito la prima parte del tour.

1. LA SPIAGGIA DI ARDEA

Ardea è collocata su un’immensa scogliera a strapiombo. Ai piedi di questo strapiombo c’è una bella spiaggia, che emana un’atmosfera speciale soprattutto alle prime luci dell’alba. Con la sua enorme quantità di sabbia, la maggiore al di fuori del Varant, questa spiaggia offre sufficiente spazio per nuotare indisturbati.

La costa alta di Ardea alle primi luci dell'alba
La costa alta di Ardea alle primi luci dell'alba
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Risen 3: l’anteprima di Risen Italia!

Con enorme piacere possiamo dire ai lettori di Risen Italia che siamo riusciti a mettere le nostre mani su un codice preview di Risen 3, gentilmente concesso ai gestori italiani del forum internazionale dedicato. [image id="10695"] heXen, gestore del forum. Grazie ad esso, heXen alias Valerio Greco, ha potuto provare la beta giocabile vista al Role Play Convention e nei vari “Let’s Play” postati sul sito di Risen Italia lo scorso mese.
Non potevamo farci scappare quest’incredibile occasione, così ci siamo tuffati letteralmente nel mondo di Risen 3, testandolo a dovere per poter scrivere le nostre impressioni.

In quest’anteprima, cercheremo di descrivere quanto appreso durante le nostre sessioni di gioco, facendo attenzione a non spoilerarvi nulla sulle situazioni più delicate e sui personaggi speciali che si possono incontrare nell’isola di Taranis, dove è ambientata l’esperienza di gioco di questo codice preview.

Il primo colpo d’occhio

Il primo impatto con il mondo di gioco di Risen 3 è stato positivo: graficamente ci aspettavamo un titolo in linea con quanto conosciamo di Risen 2, viste le notizie che volevano solo un’ottimizzazione del motore di gioco già usato nel secondo capitolo della saga. Abbiamo invece potuto notare che i miglioramenti grafici rispetto all’ultimo Risen 2 sono ben visibili.

Le texture generali del mondo di gioco non raggiungono nuove vette di dettaglio, ma sono discretamente migliorate rispetto al passato. Il porto di Taranis, seppur piccolo, appare ben costruito e con un livello di dettaglio più che sufficiente, con pavimentazione in pietra ben dettagliata, mentre gli oggetti del mondo di gioco come barili, funi, vasi, sacchi di sabbia, casse da viaggio e tettoie, godono di un buon dettaglio e sono ben in evidenza, anche grazie al sapiente uso delle luci e a un sistema d’illuminazione nettamente migliorato rispetto al passato.

La flora dell’isola si mostra con un dettaglio finalmente sufficiente: potremo ammirare alberi, fiori e piante con un dettaglio superiore a quello che ci avevano abituato i precedenti giochi Piranha Bytes. Grazie anche a una distanza visiva migliorata, possiamo scordarci gli scarsi dettagli in lontananza del quale il motore grafico soffriva, sebbene vi siano ogni tanto dei pop-up in lontananza, ma parliamo solo delle scogliere veramente più distanti e della fauna nel mondo di gioco (del resto, non possiamo pretendere d’osservare dalla cima di una scogliera i saprofagi che pascolano al capo opposto dell’isola, non ancora almeno). Da quello che abbiamo potuto ammirare grazie a questo codice preview, la distanza visiva è più che raddoppiata se paragonata con Risen 2 e addirittura decuplicata se prendiamo in esame il primo Risen.

Continuando a parlare di grafica, non possiamo non menzionare l’ottima resa dell’acqua del mare, che appare cristallina e luccicante al punto giusto. Invoglia davvero a tuffarsi, anche grazie al fatto che in questo capitolo potremo finalmente nuotare.

Dove ancora Risen 3 sembra mostrare un po’ di difetti sono le animazioni dei personaggi. Certo, sono stati fatti grossi miglioramenti rispetto al passato, in quanto ora le animazioni non sembrano legnose, ma anzi risultano discretamente fluide. Manca tuttavia ancora un pizzico di realismo e soffre molto il confronto con le grosse produzioni videoludiche, che riescono ormai a offrire animazioni da capogiro. Facendo un paragone con Risen 2, però, non c’è storia: i miglioramenti sono netti, soprattutto se si guardano le animazioni in combattimento del protagonista, che risulta molto meno impacciato e goffo rispetto al passato.

Un po’ di gameplay

Dopo esserci armati di mouse e tastiera, ci siamo incamminati nell’entroterra dell’isola e abbiamo cominciato a combattere, così da provare il sistema di combattimento.

Dobbiamo subito riferirvi che non abbiamo potuto testare il vero sistema delle magie, perché la beta a nostra disposizione non ci permetteva di arrivare così lontano da completare le missioni per entrare nella gilda dei maghi, quindi ci siamo dovuti accontentare delle pergamene. Sembra che il sistema di magia non sia basato più solo sul mana, ma anche su cristalli da ricaricare.

In ogni caso, gli incantesimi da noi provati erano tanti e tutti ben fatti. Abbiamo particolarmente apprezzato la pioggia di fuoco, un incantesimo classico che ci fa tornare in mente tanti ricordi dei vecchi Gothic: la resa sullo scenario era molto ben fatta, con le meteore di fuoco che cadevano sul terreno impattando pesantemente e producendo suoni allo schianto. Le magie si dividono in più categorie: troviamo quelle d’attacco a distanza e a corto raggio, come un raggio di energia, ossia una potente ondata d’energia che scaraventa a terra gli avversari troppo vicini; esistono anche incantesimi non indirizzati al combattimento e con stili diversi, come l’incantesimo “ruggine”, che ci permette d’aprire qualsiasi forziere (tranne alcuni immuni a questo incantesimo, per i quali è necessario trovare la relativa chiave), oppure la torcia di cristallo e la classica pergamena di guarigione.

Parlando di combattimento corpo a corpo, si notano subito differenze importanti paragonando il combat system di Risen 2 con quello di Risen 3. I movimenti sono più lenti e meno frenetici, oltre che molto meno casuali, inoltre ci sono molte più animazioni per colpire gli avversari. Il combattimento con spada si divide principalmente in tre mosse: primo tocco, secondo tocco e affondo finale. È anche possibile tenere premuto il tasto azione per caricare il colpo e fare più danni e, ciliegina sulla torta, si possono parare anche senza scudo i colpi non solo degli avversari umani, ma anche quelli dei mostri e delle varie creature.

Abbiamo notato un leggero ritardo tra l’input e l’effettiva reazione del protagonista (si parla di quasi mezzo secondo), un problema che a nostro avviso potrebbe dar fastidio a qualche giocatore. La cosa è sicuramente voluta e rende i combattimenti più strategici, perché dovremo premere i tasti con il dovuto tempismo per mettere a segno una serie di colpi, mentre fare il contrario significherà morire molto velocemente, ma ribadiamo che la cosa potrebbe dar fastidio a chi è abituato a sistemi di risposta più rapidi.

Non ci è invece piaciuta la telecamera durante i combattimenti, giacché s’allontana automaticamente quando inizia un combattimento. Questa caratteristica è stata sicuramente presa in prestito da GDR meno hardcore e pensati per le console, nei quali allargando la telecamera si tiene sotto controllo una porzione di gioco maggiore, ma ai veterani questa cosa potrebbe non piacere per niente.

Un terzo modo d’affrontare le sfide del gioco è con le armi a distanza, dato che anche in questo capitolo potremo usare pistole, fucili e moschetti. Le meccaniche sono simili a quanto visto in Risen 2, ma con alcuni cambiamenti. Le pistole, da quel che abbiamo potuto vedere, non hanno più un tempo di ricarica: basterà premere il tasto di fuoco dopo averle equipaggiate nella mano destra e la velocità di sparo sarà data, di fatto, dalla velocità dell’animazione. Finita l’animazione, potremo ripetere l’operazione senza nessuna attesa. Discorso diverso invece per moschetti e fucili, dove la ricarica dei colpi è semplicemente sostituita da un tempo d’attesa di un paio di secondi.

Menzione speciale per una nuova abilità di gioco passiva, chiamata “visione astrale”, che il nostro personaggio sarà in grado d’usare premendo l’apposito tasto. Una volta premuto, la visione del mondo cambierà e ci ritroveremo in una dimensione dal colore bluastro, nella quale saremo in grado d’evidenziare vari dettagli dello scenario, dai tesori nascosti a semplici oggetti di valore. Non c’è dato sapere se nel gioco completo questa modalità avrà altre caratteristiche, non ancora presenti in questa beta.

Approfondiamo le meccaniche di gioco

In questo Risen 3 potremo svolgere un sacco di compiti di vita quotidiana.
Com’è lecito attendersi da un gioco Piranha Bytes, possiamo creare pozioni, da quelle classiche del mana a quelle che aumentano permanentemente o temporaneamente statistiche e attributi del personaggio. Per quanto riguarda la vita, invece, sembra che la possibilità di reintegrare punti ferita sia stata assegnata ancora una volta a grog e a rum, che potremo distillare a parte. In questo modo, sono state diversificate le abilità che consentono di creare pozioni di magia e bevande per ripristinare la vita, che ovviamente dovranno essere apprese dai rispettivi maestri. È possibile creare anche pergamene e incantesimi con l’apposito “artefactorium”, che, come detto in precedenza, non abbiamo avuto modo di provare.

Dove l’impianto di gioco dei Piranha Bytes scricchiola un po’, a nostro avviso, è in un aspetto storico della serie. Nei vecchi giochi Piranha Bytes potevamo andare in tutte le abitazioni che volevamo e potevamo perfino intrufolarci in quelle dove non eravamo i benvenuti sfruttando la furtività. Se venivamo beccati in casa a rubare, però, il proprietario ci picchiava per poi riprendersi il maltolto, oltre a derubarci a sua volta di una buona parte dei nostri soldi. Succedeva lo stesso nelle risse cittadine: attaccando una guardia e venendo sconfitti, questa ci derubava una volta svenuti.
Ebbene, in Risen 3 tutto questo non succede: le persone cercheranno sempre d’allontanarci dalle abitazioni private, ma se attacchiamo qualcuno e questo ci sconfigge, nessuno si riprenderà quanto abbiamo rubato né verrà vicino a fregarci il nostro bel gruzzoletto, ma subiremo solo una piccola perdita di punti esperienza, quantificata nell’ordine di -50 punti gloria.

A proposito di punti esperienza, il gioco si basa ancora sull’aumento delle statistiche attraverso punti gloria. Come in Risen 2, per aumentare le statistiche non dovremo fare altro che accumulare i punti gloria necessari per aumentare le varie caratteristiche del personaggio e poi andare ad apprendere le abilità speciali dai rispettivi maestri per apprendere le abilità speciali. Rispetto a Risen 2, però, ci sono alcuni cambiamenti: alcune caratteristiche sono state unificate, come oratoria e intimidazione, quindi basterà aumentare l’abilità “influenza” per vedere salire sia l’una che l’altra, anche se si potrà comunque scegliere una delle due rivolgendosi a un maestro specialista.

Visto che ci siamo, parliamo anche delle abilità principali, che sono in totale 8:

  • Mischia
  • Distanza
  • Astuzia
  • Influenza
  • Resistenza
  • Destrezza
  • Magia
  • Spirito

Ognuna di queste abilità principali avrà delle sottocategorie, che aumenteranno facendo salire quelle principali. Ad esempio, aumentando mischia miglioreremo le abilità con armi da punta, da taglio e spade, aumentando l’abilità a distanza miglioreremo con fucili, moschetti e colpo critico, mentre migliorando l’abilità resistenza diventeremo più bravi a sopportare i danni da armi da fuoco, da taglio e anche i danni subiti dalla magia.

C’è comunque una grossa differenza tra il sistema di progressione di Risen 2 e quello di questo terzo capitolo: mentre in Risen 2 potevamo aumentare le caratteristiche principali da 1 a 10, aumentando progressivamente di 1, Risen 3 utilizza un sistema centesimale con aumenti da 5 punti alla volta. Possiamo quindi ritenere che questo nuovo sistema di crescita sia nettamente più lungo e duraturo di quello visto nel precedente capitolo, giacché per arrivare a 100 anche in sole due caratteristiche serve una quantità di gloria veramente enorme e, siccome ci aspettiamo di poter arrivare a completare almeno 3 delle 8 caratteristiche principali, possiamo supporre che il gioco completo sia veramente esteso.

Per quanto riguarda la difficoltà della sfida, abbiamo provato il gioco in modalità difficile e dobbiamo ammettere che, senza l’aiuto di un altro personaggio (di cui non vogliamo rivelarvi il nome per non rovinarvi la sorpresa) saremmo morti diverse volte. Di sicuro questa caratteristica avvicina le meccaniche di gioco più a Risen 2 che al primo Risen, in cui si poteva fare quasi tutto da soli.

E il sonoro?

Dal punto di vista del sonoro, siamo in linea con i vecchi capitoli. Le musiche che abbiamo potuto ascoltare sono abbastanza evocative, ma non possiamo esprimere un giudizio a tal proposito perché abbiamo ascoltato veramente poco di quello che il gioco ha da offrire da questo punto di vista.

Diverso invece il discorso per quanto riguarda il doppiaggio. Le frasi rudi e da scaricatore di porto sono una garanzia in questo Risen 3, con buona pace per i delicati d’orecchio, e non ci verranno neanche risparmiate battute molto simpatiche tra il protagonista e qualche personaggio fuori dalle righe, oppure con i compagni che di volta in volta ci seguiranno nel corso dell’avventura. Piccola nota negativa invece per la precisione e la qualità della voce inglese del protagonista principale, che non c’è sembrata adeguata al personaggio in quanto troppo bassa.

I sottotitoli sono una nota ancor più dolente, in quanto non coincidono sempre con quanto detto nel parlato. A onor del vero, non sappiamo se questa sia una mancanza della sottotitolazione italiana o del parlato inglese, in quanto Deep Silver potrebbe aver commissionato la traduzione dei sottotitoli direttamente dal doppiaggio originale tedesco, creando così delle incongruenze con l’adattamento anglofono.

IN CONCLUSIONE

Questo codice preview ci ha dato modo di provare un’isola di gioco e diverse meccaniche. Al momento questo Risen 3 ci convince: il gioco appare divertente, discretamente calibrato nella difficoltà (anche se avremmo preferito un gameplay più vicino al primo Risen che al secondo) e invoglia sicuramente a proseguire. Tecnicamente il titolo è solido, fluido e non mostra quasi mai incertezze, di nessuna natura. Considerando che si tratta di un codice preview, quest’anteprima ci lascia ben sperare per il prodotto finito.


Risen 3 da oggi su STEAM!

Su Steam, che è il più grande servizio di distribuzione digitale, da oggi è stato aggiunto “Risen 3: Titan Lords”.
Nella sua pagina dedicata è possibile visualizzare informazioni, immagini e filmati che già conosciamo, come
pure i requisiti di sistema, sia minimi che consigliati. È presente un conto alla rovescia e sicuramente saranno
aggiunte nuove informazioni da qui all’uscita del gioco!


In più colgo l’occasione per mostrarvi due nuovi screenshot disponibili da ieri 😉


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