Risen 2: Dark Waters – La magia dell’oceano


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Multiplayer.it ha pubblicato un’anteprima direttamente dal GDC di San Francisco.


I Piranha Bytes lasciano il fantasy classico e salpano per il mare aperto

Nel vuoto ruolistico lasciato da Gothic, che con la sua ultima incarnazione non è riuscito a convincere i tanti appassionati del genere, si sono incuneati, in questi anni, una serie di pretendenti al trono di punto di riferimento per gli RPG. Uno di questi è senz’altro Risen che ha saputo conquistarsi l’affetto di migliaia di giocatori in tutto il mondo, anche perché sviluppato proprio dai Piranha Bytes che a Gothic avevano dato i natali. Il primo capitolo era uscito per PC, la piattaforma di riferimento, e per Xbox 360, anche se quest’ultima ha sofferto uno sviluppo di appena sei mesi e il fatto d’essere una mera derivazione di quella per personal computer.

Questa volta il discorso è ben diverso e con Risen 2: Dark Waters entrambe le versioni vengono sviluppate in contemporanea, con un’interfaccia pensata perché possa appagare entrambe le utenze e senza mettersi fretta. Il gioco, infatti, non ha una data d’uscita e neanche è previsto che ce l’abbia. Uscirà quando sarà pronto, senza bug o problemi, e qui alla GDC 2011 a San Francisco abbiamo avuto l’opportunità di vederlo in azione per la prima volta.


Terrore dagli abissi

Risen 2: Dark Waters prende le mosse esattamente dalla fine del primo capitolo, cambia il protagonista principale, ma il mondo è lo stesso. Ci sono creature che attendono nelle profondità del mare per emergere e distruggere il globo terracqueo e il compito del nostro eroe è quello di capire cosa sta accadendo e respingerle negli abissi da cui provengono. Il riferimento alle masse oceaniche è stato fortemente voluto dal team in modo da poter fare una scelta stilistica e narrativa piuttosto diversa dal classico fantasy che di solito funge da ambientazione a questo tipo di giochi. Ecco che, quindi, ci si ritrova in un mondo piratesco, abitato da navigatori e disseminato di isole, navi e capanne in riva a spiagge da sogno.

O almeno questo è quello che ci è stato dato vedere in questa prima brevissima demo, che girava su un PC Alienware dalle caratteristiche tecniche sconosciute e che nonostante tutto aveva problemi di fluidità, trattandosi di una alpha ancora nelle fasi davvero embrionali. Nonostante questo, i passi in avanti fatti dai programmatori sono enormi, e gli screen comparativi messi insieme per la demo, che illustravano ambienti simili realizzati con i due motori diversi la dicevano lunga sulla qualità complessiva raggiunta oggi, di molto superiore a quella ottenuta in precedenza.
Uno dei punti maggiormente criticati dai fan di Risen era la qualità degli NPC, realizzati in maniera molto superficiale, e per questo sono stati rifatti da zero, combinando elementi diversi, liberamente intercambiabili così che non possano esistere due personaggi identici, anche negli atteggiamenti: saranno caratterizzati da quella che è stata definita “Enviromental Chat” ovvero la capacità di cambiare dialoghi ed espressioni a seconda della fazione rispetto al giocatore, oltre al fatto che ascoltandoli si potranno avere informazioni su quest e sulle località delle diverse zone. Non ci saranno combattimenti navali, visto che le imbarcazioni serviranno solo per spostarsi da un’isola all’altra, ma ci sarà la possibilità di usare i cannoni in determinate sequenze di gioco. L’ambientazione ha anche portato ad abbandonare le frecce come arma per attacco a distanza in favore dei fucili, pistole e baionette. Insomma, un cambiamento piuttosto radicale, ma aiutato da un profilo tecnico e da un livello artistico di ben altro rilievo rispetto al passato.


Aspettative

Nella demo, il team ci ha mostrato una piccola isola, con capanne costruite con assi di legno tenute insieme da corde e materiali edili rudimentali, perché l’idea è quella che i pirati non erano ingegneri e costruivano semplicemente aggregando materiali protettivi alla meno peggio. Tetti di paglia, casse di legno, botti e piccoli negozi incrociavano strade e pochi passanti, con quasi tutti gli elementi dell’interfaccia ancora da finalizzare ma con un colpo d’occhio di sicuro effetto, anche per il rendering dell’acqua, rifatto da capo, e che permette di vedere gli elementi del fondale compresi pesci e oggetti abbandonati sotto il livello del mare.
E’ stato riprodotto anche il ciclo giorno notte, con le ombre che si allungano e la luna che prende il posto del sole con un effetto che sottolinea l’ondeggiare delle piante al vento. Effetto che non sarà solo cosmetico visto che la notte potrà essere il momento giusto per superare un mostro che ancora non ci è possibile uccidere, mentre dorme, o per portare a termine certe missioni, piuttosto che altre, anche perché gli npc andranno a dormire o si daranno ad attività notturne più o meno lecite.

Come detto, il codice è ancora in una fase piuttosto embrionale, ma c’è stato il giusto momento per dirigere il personaggio in mezzo a una foresta piena di palme e piante sotto l’attacco di un ragno gigante pieno di dettagli e ben animato. Anche se le animazioni di combattimento del personaggio non erano ancora implementate l’aspetto generale, di nuovo, era molto convincente, lasciandoci curiosi di vedere come riuscirà la versione Xbox 360 a reggere tanta lussuria. Problema che invece non preoccupa minimamente il team. Tra l’altro parlando dei nemici, la scelta in questo caso è quella di decidere il livello dei mostri di ogni area a prescindere dal livello d’esperienza raggiunto dal giocatore, così da rendere necessaria un po’ di strategia e attenzione nel decidere dove dirigersi prima di progredire tra le isole, visto che alcune saranno, quindi, accessibili solo a livelli più alti.
Risen 2: Dark Waters ha ancora tanta strada prima di uscire nei negozi ma, tra le scelte di design e la passione che trasudava dalle parole del producer che ci ha introdotto al gioco, c’è abbastanza per determinarsi a seguirlo con attenzione nei prossimi mesi.


Resoconto generale


Commenti

grandi PB mi piace un sacco la ventata di aria nuova e salmastra data dall’ambientazione piratesca!

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