Ripulito come una nave in bottiglia – Anteprima di Risen 2


Alla fine di settimana scorsa il sito GameStar ha pubblicato online una lunga anteprima di Risen 2 – Dark Waters, insieme a nuove immagini, alcune delle quali già note, ma di bassa qualità.
Abbiamo pubblicato solamente oggi la notizia per presentarvi l’intero articolo, tradotto dal tedesco in italiano, con gli screenshot ad alta risoluzione e i nuovi artwork. Godetevi il pacchetto completo!

Le istruzioni dei Piranha Bytes per Risen 2 sono come segue: dapprima navigazione attenta tra gli scogli, dopodiché spiegare le vele decisionali del gioco di ruolo. Abbiamo dato un’occhiata all’ultimo modellino.

Un coccodrillo.

Sarebbe stato troppo bello in effetti: sebbene siamo riusciti a metter mano a Risen 2 per farci un’idea della grafica e dei controlli, non abbiamo avuto il permesso di dedicarci alla storia del gioco. “Abbiamo ancora così tanto da raccontare, non possiamo rivelarvi tutto da subito“, ci frena il producer Roman Grow. “Tutte le feature di base sono state implementate, ma siamo ancora in mezzo ad un processo di raffinamento durante il quale modificheremo molti dettagli. Non possiamo rivelarvi molto semplicemente perché da domani potrebbe essere radicalmente diverso. Ci prendiamo tutto il tempo che ci serve per rendere Risen 2 perfetto“, aggiunge.

Bene, pensiamo noi, questo significa che il gioco tecnicamente non è così avanti come credevamo. Oppure che le basi ci sono, ma il processo creativo è ancora in piena attività. O entrambe le cose. Tutto è possibile, ma viste le animazioni fluide, il cambio d’ambientazione senza scatti e la nostra esperienza tecnicamente positiva con il predecessore Risen, crediamo che si tratti di una fase finale di “work in progress” creativo.

Allenare il fegato

Prima di tutto diamo un’occhiata al nostro personaggio: sembra esserci tutto. In particolare, i capelli sono molto più lunghi rispetto a qualsiasi altro gioco dei Piranha. Aspetta, lì c’è qualcosa che manca: un occhio. L’eroe senza nome indossa una benda da pirata, visto che l’occhio originale è andato perduto nel, un po’ deludente, finale del primo Risen.

Queste taverne realizzate in maniera così amorevole sono, come sempre, punto focale per trama e missioni.

Una cosa che non è molto piaciuta al nostro eroe, che insonne si rivolta incessantemente nella sua amaca, la sua mente obnubilata da pensieri su mostri titanici, la fine del mondo, i pochi soldi per il rum e così via.
Si tratta veramente di una situazione triste: attorno a noi la maggior parte del mondo è devastato e molte persone hanno perso la vita. Dopo la sconfitta del titano per mano nostra, i suoi mostruosi compagni si sono fiondati sul mondo, lo hanno masticato per benino e lo hanno risputato annoiati.

Non abbiamo molto altro da fare in realtà: siamo un eroe fallito, ormai caduto nel baratro dell’alcolismo. Ci martoriamo nelle nostre depressioni non facendo nulla per giorni interi. Proprio questo va sui nervi alle forze dell’ordine locali. Ma dove ci troviamo? Si tratta forse di Faranga, la non così grande isola principale di Risen? No, ci troviamo nella pittoresca cittadina di porto di Caldera. Qui l’Inquisizione ha il potere e tiene sotto controllo la gentaglia che si aggira per la città. Dunque, mentre ci troviamo in panciolle ondeggiando nella nostra amaca, si fa vivo una nostra vecchia conoscenza di Risen: Carlos, l’ex-comandante di Città del Porto, ora diventato comandante locale dell’Inquisizione. Questi ha subito un’idea di ciò che possiamo sbrigare per lui — o meglio, di cosa possiamo fare affinché lui si liberi della nostra presenza.

In tutto il mondo i viaggi per nave sono impediti da giganteschi mostri marini. Quasi nessun battello sfugge ai tentacoli del mostruoso kraken che spunta dalle profondità del mare. Noi, nel ruolo di eroe senza nome piuttosto malridotto, dovremmo occuparci della cosa. Carlos sembra sapere che la questione è un poco sopra le nostre capacità, ma, anche se dovessimo fallire nel nostro compito, ci sarà un perditempo in meno in città.

Orrore variopinto?

Iniziare è sempre difficile, per cui dapprima andiamo in spiaggia a darci una sistemata, raccogliere oggetti portati dalla marea e svolgere altri piccoli compiti comuni per un precario di Risen 2. Già in città ci erano saltate all’occhio le texture ed il bump mapping molto migliorati, con un aspetto estremamente plastico. In spiaggia invece, l’engine di Risen, migliorato all’inverosimile, ci scaraventa addirittura in una specie di idillio infernale. I colori risultano talmente brillanti e luminosi che diversi veterani di Gothic avranno le lacrime agli occhi.

Il sole al tramonto proietta i suoi fasci di luce attraverso la vegetazione, facendo danzare lunghe ombre sulla superficie dell’acqua. “Cosa credete che diranno i fan hardcore di Gothic di tutto questo colore?” chiediamo divertiti. Perché proprio la community, sempre attiva e sempre in fermento, è uno dei pilastri dei giochi Piranha Bytes: spesso conservativa e piena di critiche paranoidi a qualsiasi modifica alla formula originale di Gothic.

Questi sono i Caraibi. Hai mai visto dei Caraibi grigiastri?” ci chiede Daniel Oberlerchner di rimando, il massimo guardiano della serie di Risen presso il publisher Deep Silver. “Il mondo di gioco deve essere credibile, sia che si tratti di un medioevo-fantasy, ed in tal caso è semplicemente più cupo, sia che si tratti di un’ambientazione medioevale-piratesca… ehm…” — “…fantasy?”, concludiamo. “Non direi proprio fantasy: si tratta di una storia di pirati, intrisa dalle loro leggende. Tra l’altro i pirati sono più che altro dei banditi. E già in Gothic 2: La Notte Del Corvo avevamo dei pirati.

Conviene dare un’occhiata al trailer disponibile di Risen 2. C’è una scena in cui l’eroe senza nome viene salvato da una sacerdotessa voodoo molto carina e con degli strani tatuaggi in viso. Usando la magia. O meglio, delle forze voodoo. E che Deep Silver e Piranha Bytes vogliano o meno confermare la cosa ufficialmente, noi ci azzardiamo a dire che sì, ci sarà la magia in Risen 2. Inoltre siamo anche sicuri che quella scena suggerisca la presenza di un’ulteriore fazione, collegata al culto voodoo. Anche se Daniel parla di realismo e di banditi, sappiamo che pirati e voodoo sono due temi che vanno bene assieme, almeno dai tempi di Monkey Island.

Ad ognuno il suo

Tra le fazioni che ci saranno di sicuro possiamo annoverare l’Inquisizione, una specie di paladini, ed i pirati. Saranno presenti diversi capitani pirata, ognuno con diversi interessi e diverse sfere d’influenza, per cui sarà possibile avere missioni contrastanti all’interno della stessa fazione. Interessante, soprattutto perché si tratta di modificare il vecchio sistema un po’ rigido delle gilde: invece di unirsi ad una gilda da subito, il giocatore prosegue per la sua strada, decide, dà una mano un po’ a chi capita o specula sui propri interessi. Naturalmente il tutto rischiando che prima o poi una delle fazioni non lo voglia più vedere. Ma nessuna paura: soprattutto all’inizio del gioco è impossibile precludersi completamente l’aiuto di una gilda ed i Piranha Bytes escludono “vicoli ciechi” causati dai cattivi rapporti con le fazioni.

Da lineare ad esplosivo

Quel che gli sviluppatori hanno, soprattutto, cercato di fare è stravolgere il concept di Risen. Molti giocatori si sono lamentati del fatto che all’inizio del gioco ci fosse poco coinvolgimento con la trama, ma che fosse comunque necessario prendere delle decisioni importanti. Chi sceglieva una fazione piuttosto che un’altra, si precludeva buona parte delle missioni disponibili da subito.

Mentre lo svolgimento della trama del primo Risen va scemando con l’avanzare del gioco, per poi concludersi in un finale riempito con delle missione secondarie senza grande interesse, il mondo di Risen 2 sarà più “stretto” inizialmente, ma andrà espandendosi progressivamente. La suddivisione della mappa in diverse isole permetterà di guidare meglio il giocatore attraverso la vastità del mondo. Le possibilità di decidere si moltiplicano, la complessità degli avvenimenti aumenta e le conseguenze delle decisioni diventano sempre più importanti. Dunque il mondo non è aperto dall’inizio per poi chiudersi repentinamente a causa di una decisione – al contrario il mondo appare ristretto inizialmente per poi aprirsi, dapprima progressivamente, e poi in un’esplosione di varietà. Questo, per lo meno, è il piano dei Piranha.

Questo concetto ci viene raccontato in tono quasi euforico dalla signora del PR, Cecile Schneider, e da Daniel Oberlerchner. Potrebbe anche significare, però, che il mondo tutto sommato sia meno libero che in passato. Attraverso la suddivisione del mondo in zone separate geograficamente e da schermate di caricamento, si ottiene un’esperienza di gioco profondamente diverso da quanto si sia visto precedentemente nei giochi della saga di Gothic e anche in Risen. Potrebbe anche significare che nei giochi precedenti molti novellini si siano persi in zone troppo difficili e che quindi, per combattere la frustrazione, vengano implementati dei recinti per novellini, a svantaggio dell’esperto giocatore di ruolo.

In Risen 2 è bene che il giocatore ascolti con attenzione ogni PNG, per non perdere nessuna missione secondaria e le molte informazioni.

Durante l’intervista il “capoccia” della storia, Björn Pankratz, ci ha tranquillizzati: “Risen 2 sarà un tipico gioco Piranha Bytes. Tutto ciò che rende nostro un gioco, è presente. La libertà, i dialoghi, le quest intricate tra di loro, decisioni importanti, missioni esclusive ed abilità specifiche per fazione, l’apprendimento presso i maestri. Naturalmente lavoriamo anche all’accessibilità del gioco, ma le funzioni d’aiuto sono sempre opzionali come al solito.” Con funzioni d’aiuto si intende soprattutto l’indicazione delle missioni che compaiono a volte. La mappa del mondo deve essere recuperata dall’eroe stesso anche in Risen 2, lo stessa vale per le mappe locali che devono essere raccolte zona per zona. È una cosa che ha senso, del resto il mondo di Risen 2 è più grande di quella del suo predecessore e molte sue superfici saranno più ampie di quelle in Gothic 3.

Lingua e Barba d’Argento

Barba d'Argento sa come sfuggire ai mostri marini.

Ma torniamo alla bella spiaggia, dove ci ha mandati il buon vecchio Carlos. Lì troveremo un’altra amica ad attenderci, la bella Patty, figlia del famigerato capitano Barba d’Argento, con la quale abbiamo già superato un paio di avventure in Risen. Patty è arrivata sulla spiaggia come naufraga, anch’essa vittima di un mostro marino. Con gli occhi infiammati ci racconta che il pirata supremo Barba d’Argento ha pronta una soluzione contro l’invasione dei mostri, per cui dovremmo assolutamente andare a cercarlo. Anche in questo incontro Patty ha un tono ambiguo, come quello che abbiamo riscontrato in molti altri dialoghi: credono veramente in ciò che dicono, oppure ci prendono solo in giro? In molti dialoghi ci aspettano delle decisioni da prendere, che a volte dipendono anche dai talenti dell’eroe, e che comportano conseguenze sul breve o sul lungo periodo.

Come entrare in un covo di pirati.

Un esempio: volevamo entrare in un covo di pirati. Una specie di missione segreta per conto dell’Inquisizione, visto che un coltivatore locale si è visto privato di una grande fornitura di canna da zucchero, che funge da ingrediente principale per il rum, ossia la bevanda numero uno dei pirati. Per lo stesso motivo infatti i corsari di Risen 2 non guariscono usando pozioni magiche, ma si curano soltanto usando elisir a base alcolica. Il nostro compito è dunque quello di svelare il mistero dei furti.

Da quale parte schierarci, se con l’inquisizione o con i pirati, dipende da noi. Ma prima di tutto dobbiamo entrare nella taverna. La guardia non ci lascia entrare, nonostante il travestimento e i nostri tentativi di sfruttare l’abilità “lingua d’argento”. Forse è immune a qualsiasi convincimento oppure la nostra abilità è ancora troppo bassa. Proviamo a intimorirlo, ma sempre senza successo. Il dialogo è finito. Ora cosa si fa?

Il gioco ci offre due possibilità, ma nessuna delle due è evidente. Dapprima proviamo semplicemente a stendere il tizio – ed è una cosa che funziona senza che l’opzione risultasse presente nei dialoghi! Ma c’è di meglio: dopo aver steso il tizio, compare una nuova opzione. Infatti possiamo decidere di aiutare il pirata a rialzarsi. Di conseguenza la guardia ci reputa un vero uomo, degno quindi di accedere al nido di pirati. In secondo luogo ci è anche riconoscente per esserci mostrati gentili.

Avremmo anche potuto evitare la violenza e cercare una via alternative per entrare nel covo. Ci proviamo subito infatti: sulla via per l’entrata dal retro troviamo un piccolo spazio dove si nasconde un combattente della ciurma di Barba d’Argento. Forse ha delle informazioni sul luogo in cui si trova il suo capo. Ma soprattutto, può insegnarci delle tecniche particolari di combattimento, i cosiddetti dirty tricks.

Imparare a peso d’oro

Tutte le abilità ed i talenti, che possono essere appresi presso gli insegnanti, dipendono da cinque attributi di base: combattimento corpo a corpo (abilità con la sciabola ed i pugnali), combattimento a distanza (pistole e fucili), scaltrezza (lingua d’argento, dirty tricks, bombe e schivate…), durezza (intimidazione, immunità contro lame e proiettili…) e magia, sulla quale possiamo solo speculare e che sarà basata almeno in parte sul voodoo.

Il menu, molto riuscito, è quasi finale e rappresenta simbolicamente i passi in avanti fatti da Risen.

Per migliorare questi attributi ci serve la fama (punti esperienza), mentre per migliorare i talenti dovremo pagare gli insegnanti con un corrispettivo in monete d’oro. Tra l’altro, nel gioco le prostitute si sono dimostrate delle ottime insegnanti in fatto di abilità orali legate all’attributo della scaltrezza, specie per quanto riguarda “lingua d’argento”. Oggetti leggendari possono spingere il livello delle nostre abilità ben oltre i limiti della crescita normale tramite gli insegnanti. Questi potenti oggetti non occupano spazio nell’inventario. Tutto sommato le opzioni disponibili in quanto ad armi, oggetti e vestiario offrono molte più possibilità che in Risen, anche i menù sono organizzati molto meglio, con pannelli di anteprima e di confronto. Un vero passo in avanti.

Sporco, ma funzionale

Corazza dura. Questo enorme gambero rimane molto poco impressionato dai nostri attacchi di sciabola, visto che la sua dura corazza lo protegge dai colpi di fendente. Oltre ad un 'klong' metallico non otteniamo altri risultati.

Fianco a fianco col pirata della ciurma di Barba d’Argento combattiamo contro dei mostri simili a granchi, ma non riusciamo a scalfirli attraverso la loro corazza. Anche la nostra pistola carica a munizione standard (più avanti nel gioco si ottengono proiettili più potenti, pallettoni, etc.) fatica a danneggiare il bestione. Osserviamo lo stile di combattimento dell’animale; ad un certo punto dopo il suo attacco fa una breve pausa. Il nostro insegnante sfrutta quel momento particolare, scatta in avanti e rovescia l’animale con un violento calcio. Ora che si trova sulla schiena e sgambetta impotente, possiamo finalmente finirlo con tutta calma. Anche nel combattimento contro un ragno delle sabbie tutto si basa sul timing giusto. Solo quando le fauci della creatura non sono protette dalle enormi zanne possiamo colpirla. Ogni avversario richiede una particolare tattica.

Il calcio appartiene ad una categoria di tecniche particolari di combattimento, i cosiddetti dirty tricks. Queste tecniche si integrano nel combattimento di Risen 2 e sostituiscono addirittura la schivata e l’uso degli scudi del predecessore. Possiamo gettare della sabbia negli occhi dei nostri avversari, più avanti addirittura del sale. Come tiratore a distanza possiamo scatenare un pappagallo ammaestrato contro i nemici, che ci assicura lo scompiglio necessario per darci il tempo di mirare in tutta calma. Con i fucili possiamo usare il corpo dell’arma oppure addirittura la baionetta in corpo a corpo. Oppure diamo un calcio all’avversario per distanziarlo, per poi estrarre un pugnale con la destra e la pistola con la sinistra, ottenendo una tripla combo molto impressionante.

Già adesso il tutto si lascia giocare in maniera molto fluida ed assicura un combattimento molto più vario e dinamico di quanto abbiamo visto precedentemente in giochi simili. E soprattutto è divertente. Nel caso degli attacchi con armi da punta possiamo cambiare direzione addirittura durante l’attacco stesso, per poter reagire ancora meglio alla situazione del combattimento.

Non è un modo elegante, ma funziona: come un fulmine estrarre la pistola con la sinistra e colpo in testa da vicino, bingo!

Nella versione giocata da noi la cosa non funzionava ancora perfettamente, ma ci sembra un aggiunta perfetta per questo sistema di combattimento. Chi vuole raggiungere una particolare maestria in una di queste tecniche dovrebbe essere molto attento nel prendere certe decisioni (come ad esempio l’accettare o il rifiutare certe missioni, insultare o fare complimenti, etc.), visto che questo influenza i propri rapporti con le varie fazioni e dunque le abilità che si possono imparare. I dirty tricks si apprendono meglio presso i pirati, la gente dei bassifondi insegna la scaltrezza e, supponiamo, che un razzista non diventerà mai un grande mago voodoo.

Vestiti da marinaio

In un’altra missione, che abbiamo svolto, dovevamo procurare dell’acqua fresca e del pesce ad un capitano pirata bloccato in porto. I pesci si trovano dal pescatore ovviamente, per cui ci dirigiamo verso la sua baracca ed incontriamo un certo Eddie, estremamente depresso. Si è avventurato in una grotta assieme al suo amico Duncan, ma la situazione è precipitata, Eddie è fuggito ed ha lasciato Duncan al suo destino. Travolto dai sensi di colpa e dal panico di tornare indietro, Eddie è sconvolto e non c’è traccia di pesce ovviamente. Finché i due non sono in grado di andare a pescare nuovamente.

Esplorando un sotterraneo piuttosto eterogeneo e vario ci imbattiamo nel Klabautermann. Ce lo immaginavamo ben diverso, più carino forse...

Dunque, anche noi ci avventuriamo nel sotterraneo. Durante la nostra sessione di gioco ci siamo spinti in quattro zone sotterranee, tutte diverse in quanto a costruzione, luminosità e nemici. Anche in questo caso, il mondo sotterraneo è costruito a mano dai Piranha. Facciamo piazza pulita di alcuni diavoli della sabbia, avversari piuttosto deboli, me che compaiono in gran numero. Quando incontriamo Duncan ci sembra sorprendentemente tranquillo, nessun segno di panico. Ci racconta qualcosa sui nervi a fior di pelle di Eddie e della sua paura del Klabautermann (coboldo che accompagna i marinai nella superstizione germanica n.d.Lck). Il nome del demone viene pronunciato con rispetto, una superstizione da bambino appunto. Improvvisamente sentiamo un rumore alle nostre spalle, ci voltiamo e troviamo un enorme… beh, un Klabautermann appunto. Grande quanto un troll, ma con un braccio a forma di chela e dei tentacoli. Ci teniamo a distanza, spariamo tutto ciò che abbiamo, ma il mostro è solo lievemente ferito. Duncan nel frattempo è fuggito urlando – grazie Duncan, ti costerà dei pesci extra dopo! Solo con tutti i trucchetti di cui disponiamo e con l’azione instancabile della nostra sciabola riusciamo ad avere la meglio sul mostro. Una bella sensazione.

Venditori di anime

In Risen 2 possiamo migliorare il nostro arsenale di armi anche in proprio, apprendendo le abilità da fabbro o da creatore d’archibugi. Il crafting avrà un ruolo più importante rispetto al passato, ma i Piranha Bytes non intendono rivelare troppo. Quando chiediamo se saranno presenti dei cantieri navali, la mimica faccia del nostro intervistato si riempie brevemente di agitazione. La domanda “Potremo navigare con una nostra nave?” scatena fugaci grattate al collo e sguardi sfuggevoli in giro per la stanza. Quindi siamo piuttosto certi che una cosa del genere sia prevista.

Di buon umore ci dirigiamo di nuovo verso la baracca dei pescatori, ormai è quasi notte. Il cielo si riempie di toni rossi sangue, la giungla si copre del suo pigiama notturno, le stelle brillano. Improvvisamente qualcuno nella giungla accende una luce. Prima lampeggia sulla sinistra, poi al centro, infine brilla l’intera vegetazione. Ah, com’è romantico. Ci avviciniamo un po’ e… rimaniamo pietrificati. La giungla pullula letteralmente di diavoli della sabbia che di notte fanno brillare le loro antenne, evidentemente si tratta di un rituale d’accoppiamento. Ci mettiamo in fuga, profondamente impressionati da Risen 2 e dalle emozioni che già ora ci ha fatto provare.

Conclusione

Michael Trier

Michael Trier: è coraggioso ciò che i Piranha Bytes hanno in mente. Prendere il concept di Risen, metterlo sotto-sopra e, con un attento design di quest e trama, produrre il miglior Gothic/Risen di tutti i tempi. Con la grafica, le animazioni e l’equipaggiamento che hanno prodotto finora sono sicuramente sulla buona strada, ma la parte più dura li aspetta ancora, visto che questo è forse uno dei progetti più ambiziosi in assoluto per quanto riguarda i giochi di ruolo. Intanto mi metto la feluca, la benda all’occhio e spiego le vele! Spero di poterlo fare su una mia barca…


Altri screenshot e i nuovi artwork


Traduzione dal tedesco all’italiano a cura di Lck.


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