Recensioni Elex


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Elex: non è mai troppo tardi per una recensione!

I ragazzi del Games Multivariety Italian Channel, quando Elex era disponibile da qualche mese, ci hanno aiutato con un dettagliato walkthrough dedicato alla fazione dei Chierici e oggi anche se è passato un anno dalla disponibilità di Elex, in questo caso, ci è stata proposta sempre da Enrico Enrico alias ‘Diablo’ una recensione sicuramente più curata e attenta se la confrontiamo con quelle uscite in fretta e furia dopo aver analizzato con solo una decina di ore il gioco. Quindi invitiamo la community a dare una bella lettura a quest’ultima!


INTRO.(“Come Gothic ma 1000 anni dopo”)

E’ un miracolo che 30 persone riescano a fare un gioco così. Devo dire che ELEX comunque è l’unico RPG che mi ha sorpreso dopo l’uscita del così detto capolavoro della CD-Project. Piranha o non Piranha, Gothic o non Gothic questo ELEX è super ambizioso ma non è affatto per tutti. E’ ancora un titolo fan-service in quanto Elex ha comunque tutti i pregi e i difetti di tutti i giochi PB, partendo dal lontano Gothic 1 ma escludendo Gothic 2 che per molti è l’RPG per eccellenza sotto tutti i punti di vista dopo Fallout 2, Deus Ex e Planescape: Torment. Quindi se non siete dei fan dei PB lasciate perdere. Elex è più concentrato, più curato rispetto ai precedenti Risen ed è sicuramente migliore di quell’abominio di Risen 2. E’ sicuramente migliore di Risen 3 che nonostante sia stato un gioco piacevole ma facilmente dimenticabile dato il suo sviluppo spigoloso e a tratti approssimativo. Quindi DOMANDA DA 100000€. ELEX E’ FINALMENTE IL DEGNO EREDE DI GOTHIC?

ESPLORAZIONE.

Devo dire che il mondo è fantastico, l’esplorazione è godibile e il jetpack è un’innovazione al dir poco rivoluzionaria. Infatti l’intera mappa è stata costruita e forgiata a mano per fare in modo che il jetpack venga utilizzato nel migliore dei modi. Quindi aspettatevi un’esplorazione verticale davvero memorabile. Qui non si tratta più di esplorazione orizzontale ma di esplorazione VERTICALE: “Ehi dove porta quella strada? Aspetta posso volare lassù quell’altopiano! Cosa ci sarà mai?!”. La mappa d’altro canto a volte potrebbe sembrare vuota, visto che alcune locations potevano essere riempite con qualcosa di più interessante, invece abbiamo delle locations alla Skyrim (vuote e senza background). La mappa ha una funzionalità strettamente legata al jetpack e non regala delle viste mozzafiato o dei panorami memorabili. Il tutto sembra piatto e poco ispirato nella composizione artistica del terreno. Sembra quasi che la mappa sia stata costruita appositamente e solamente per l’utilizzo del jetpack riducendo il mondo di gioco ad una sorta di sandbox, sacrificando quindi tantissimo l’immersione che era tipico dei prodotti PB. Aggiungerei che il mondo non sembra affatto molto organico e “vivo” dal punto di vista di avanzamento della storia. Se nei Gothic ad ogni capitolo i mostri, npc e quest cambiavano posizione dando l’illusione che ad ogni evento di progressione della storia principale gli npc avessero una vita propria rendendo il tutto più bello, in Elex questo non succede. Si certo nel capitolo 4 magari si vedono più Albe rispetto ai capitoli precedenti ma non è così radicale il cambiamento. Tutto questo perchè le quest secondarie sono esageratamente lontane rispetto alla quest principale che risulta quest’ultima in una sorta di vendetta personale.

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Elex È La Roba Più Trash Che Abbia Mai Giocato, Ma Comunque Lo Amo

A due mesi dall’uscita di Elex c’è chi ancora lo recensisce, tramite i vari social dedicati al gioco abbiamo notato questa interessante recensione sul sito di Kotaku. In esclusiva l’abbiamo tradotta in italiano.

Elex è un videogioco mal costruito, pieno di errori, ritardi, cose brutte a vedersi e meccaniche confuse. Non raccomanderei alla maggioranza delle persone di passare del tempo doloroso con questo RPG. E comunque, nonostante tutto, sono ossessionato da Elex. Non riesco a smettere di giocarci. In un anno di grandi titoli Elex è sia uno dei migliori che uno dei peggiori. Il paragone più vicino che posso fare è con Skyrim, o forse Fallout: New Vegas che non seguono la convenzione di cosa un “buon” gioco dovrebbe essere a livello tecnico, nonostante hanno un innegabile splendore. Questi sono quel tipo di giochi che vanno perdonati per essere goduti. Elex richiede di essere perdonato per molte cose. Ho sentito parlare di Elex nei forum in rete, dove i giocatori blateravano del gioco e, in modo confuso, elencavano tonnellate di problemi. Dicevano che era un gioco estremamente difficile con un combattimento terribile. Dicevano che il mondo sembrava tenuto assieme con lo sputo. Dicevano anche che era uno dei migliori RPG degli ultimi anni. Dicevano che era sviluppato dai creatori di Gothic. Dicevano che combinava fantascienza e fantasy. La curiosità ha preso il sopravvento su di me: sembrava un pessimo gioco, ma perché la gente sembrava amarlo? Come era possibile? Ho comprato il gioco per PS4 per capire. La prima cosa che ho notato è stato il lungo tempo di caricamento, che mi ha perplesso perché, francamente, Elex è brutto. Sembra qualcosa della generazione precedente delle console, solo senza una buona estetica a salvarlo. Tutto questo non è aiutato dalle performance legnose, brutte animazioni ed un limitato set di caratteristiche del viso che fa sembrare troppi personaggi uguali gli uni agli altri. Si può dire che è stato fatto a risparmio.

Tu giochi come Jax, un uomo che ricorda un Comandante Shepard:

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ELEX – La recensione “interna” di gugand

Come vi avevamo preannunciato, vi proponiamo una recensione “interna”, scritta da un membro del nostro staff, Andrea ‘gugand’ Guglielmi, e condivisa nello spirito da tutti i membri del team Piranha Bytes Italia.


Di ELEX potrei fare una lista dei difetti molto lunga, a partire dalla grafica e dalle animazioni non al passo con gli standard odierni, all’interfaccia utente con delle scelte infelici, alle pessime collisioni e ai bachi sia negli script delle quest sia nei dialoghi. Però tutto questo passa in secondo piano perché i pregi di questo titolo sono tanti e tali che il giocatore, soprattutto un fan dei Piranha Bytes, non si può non innamorare di ELEX.

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ELEX – The English “external” review by Simone Tagliaferri

In the last few days, we have been discussing about two particular reviews about ELEX: one written by our team (Piranha Bytes Italia), the other one by an external reviewer. Today we can publish the second one, while we will be ready to present our own in the next few days.

We did this for a precise reason – many players, who are enjoying Elex at the moment, thought that reviews published by Italian media almost destroyed the game, without exploring it. It was like they picked up a rose which had just bloomed, without waiting for the bud petals to appear in all their beauty. We know that writing reviews is a job and that you must meet a deadline, but this time something clearly went wrong. Fortunately who already knew previous ‘Piranha Bytes’ videogames, with their values and flaws, did not trust those reviews, written after two, maybe also five, playing hours, and chose to buy it anyway, since sales in Italy are positive and average.

Fans on the internet are complaining about those reviews too. That is why we suggest you read the following review, written after dozens of playing hours by a reviewer who is well-known for being outspoken. He is familiar with Piranha Bytes’ videogames and, above all, his reviewing style is always balanced, as he evaluates every aspect of a game.


Review by Simone Tagliaferri

Paraphrasing the linguist Ferdinand de Saussure, we could say videogames are a system whose parts can and must be considered in their synchronic solidarity. To analyze them, we usually put them on an operating table and start dissecting them. Sometimes, though, cutting them piece by piece just makes us lose sight of the big picture. In any case, what we get is a cold body, incapable of showing us how it used to be. The result is a superficial analysis, which can show us the death cause, but cannot tell much about the subject’s past life – just a few clinical details.

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ELEX – La recensione “esterna” di Simone Tagliaferri

Nei giorni scorsi vi avevamo anticipato che, per quanto riguarda Elex, avevamo in cantiere ben due recensioni, una esterna al team Piranha Bytes Italia e una interna. Oggi possiamo renderne pubblica una, quella esterna, mentre nei prossimi giorni sarà pronta anche quella interna al nostro team.

Tutto ciò nasce da una precisa considerazione: per la maggior parte dei videogiocatori che stanno attualmente giocando ad Elex, parecchie recensioni fatte dalle testate videoludiche italiane hanno praticamente massacrato il gioco, senza averlo approfondito. Nel caso di Elex, è stato come “raccogliere una rosa appena sbocciata, senza attendere che i petali del suo bocciolo si mostrassero in tutta la loro bellezza”. Non vogliamo negare che recensire sia un lavoro e che quindi sia necessario rispettare dei tempi molto risicati, ma stavolta è evidente che qualcosa è andato storto. Per fortuna il videogiocatore che conosce i giochi targati Piranha Bytes e i suoi pregi e difetti, non si è fidato di quelle recensioni fatte dopo due, forse anche cinque, ore di gioco e ha scelto di acquistarlo, visto che le vendite in Italia sono state positive e nella media.

Oggi il risultato letto nei vari forum è infatti diverso, lo dimostra anche questa recensione fatta solo dopo decine e decine di ore di gioco, ma sopratutto scritta da un recensore noto per non avere peli sulla lingua, che conosce bene i giochi dei Piranha Bytes e sopratutto è sempre stato equo e imparziale nel giudicare tutte le sfaccettature di un gioco.


Recensione di Simone Tagliaferri

Per parafrasare il linguista Ferdinand de Saussure, possiamo definire i videogiochi come un sistema in cui tutte le parti possono e debbono essere considerate nella loro solidarietà sincronica. Metterli su un tavolo operatorio e fargli l’autopsia è il metodo più utilizzato per analizzarli, ma a volte facendoli a pezzi si finisce per perdere di vista il quadro generale. In ogni caso quello che si ottiene, in termini critici, è un cadavere incapace di esprimere ciò che era in vita. Il risultato è un’analisi cieca, che sa illustrarci il motivo del decesso, ma che non ci dice molto sulla vita del soggetto sezionato, se non in termini strettamente clinici.

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Ondata di recensioni italiane per Elex

Elex è stato pubblicato da qualche giorno, il 17 ottobre, ed è già stato recensito da varie testate italiane. Di seguito troverete alcuni estratti delle varie recensioni, con link diretto agli articoli completi.

Estratto dalla recensione di Multiplayer.it

“ELEX lascia l’amaro in bocca per alcune scelte infelici, su tutte il setting troppo confusionario e disarmonico: per un gioco di ruolo che fa dell’atmosfera e della trama uno dei suoi punti di forza si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario. Il combat system è un altro degli aspetti più critici del nuovo gioco di Piranha Bytes, ma nella sua macchinosità ha il pregio di inserirsi bene nella filosofia del gameplay. La trama nel complesso risulta piacevole e ben inserita nel contesto, pur partendo con la solita incertezza iniziale, e i dialoghi sono ben strutturati e capaci di aggiungere curiosità nel giocatore nel prosieguo. Il comparto grafico, pur non eccelso, riesce a restituire una buona immersività nel mondo di gioco. Nelle prossime settimane il solito lavoro di patch dovrebbe eliminare gli inevitabili difetti di gioventù e bilanciare un sistema di crescita che non sempre è sembrato coerente. Peccato che Piranha Bytes non abbia insistito con l’ambientazione fantasy, altrimenti ci ritroveremmo nelle mani quella sorta di remake di Gothic che tanti nostalgici le chiedono da tempo.”

Per leggere l’articolo intero, cliccate qui.

Estratto dalla recensione di Spaziogames.it

“… le fasi di esplorazione, al netto della costante minaccia di essere uccisi (alleviata solo dalla possibilità di salvare in ogni istante e dalla frequenza degli autosalvataggi) si rivelano molto godibili, soprattutto grazie alla brillante introduzione del jetpack. Tenendo premuto il tasto Quadrato (nella versione PS4 da noi testata) ci si può librare in aria, sfuggendo alle minacce più incombenti e, soprattutto, inerpicandosi praticamente ovunque, alla ricerca di bonus, obiettivi di missione o NPC con cui dialogare: le mappe hanno una dimensione verticale assai gradita e consentono di sbizzarrirsi a quanti, in giochi open world come questo, lasciano presto da parte la strada battuta per dedicarsi alla libera esplorazione. Avrebbe allora aiutato un indicatore del livello, tanto per i nemici quanto per le quest: spesso non si sa in cosa ci si sta imbarcando, accettando missioni solamente per poi imbattersi in nemici chiaramente fuori dalla propria portata, capaci di sbarazzarsi del party con due colpi.”

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