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“Meglio tardi che mai…” – Recensione Risen 3 Enhanced Edition!

Mi stavo quasi chiedendo se dopo più di un anno dalla pubblicazione di Risen 3 “Titan Lords”, Mosè Viero de la “La Maschera Riposta“, avrebbe recensito quest’ultimo capitolo della saga di Risen. Ero lì davanti allo schermo del mio PC ad aspettare, girando i pollici e all’improvviso una notifica e-mail inaspettata mi ha incuriosito… ma sopratutto ha cessato la mia attesa! E’ giunta l’ora di leggere e analizzare la corposa recensione che a parte la mia scherzosa presentazione, fa sempre piacere leggere!

Sakkio

Risen 3: Titan Lords

L’ultima fatica di Piranha Bytes è un gioco senza infamia e senza lode, che ripropone le formule del passato senza troppa convinzione e ribadendo uno ad uno tutti i limiti di questo gruppo di autori.

1. Trovare la propria dimensione

Tutti gli ambiti della produzione artistica, usando il termine nel senso più estensivo possibile, conoscono il fenomeno che potremmo chiamare della “partenza bruciante”: se ne trovano esempi nella musica, nel cinema, e ovviamente anche nel videogioco. Ci stiamo riferendo a quegli autori che cominciano il loro percorso con un’opera eccezionale o comunque riconosciuta universalmente come tappa essenziale nella storia di un determinato genere, e che rimangono inchiodati al loro esordio come a un termine di paragone impossibile financo da eguagliare, figuriamoci da superare. Ebbene, la casa di sviluppo tedesca Piranha Bytes rappresenta, nel piccolo ambito dei GdR digitali, l’esempio forse migliore di “partenza bruciante”: il loro epicoGothic del 2001 è ancora adesso considerato una vera e propria pietra miliare, il primo gioco dell’epoca contemporanea a offrire un mondo coerente e reattivo, rappresentato con un originalissimo approccio tutto basato sulla simulazione.

Il suo seguito Gothic II ampliava il concetto iniziale mantenendo un equilibrio mirabile, e infatti molti appassionati lo ritengono importante e significativo almeno come il titolo d’esordio: da lì in avanti, però, la parabola di Piranha è stata irresistibilmente discendente. Gothic III, un progetto letteralmente gigantesco, è crollato sotto il peso delle sue assurde ambizioni: e la nuova sagaRisen oscilla tra sterili riproposizioni di formule ormai usurate e passi avventati in direzioni decisamente poco focalizzate.

Il gioco che ci apprestiamo ad analizzare, Risen 3: Titan Lords, è per di più esempio eminente della scarsa consuetudine che questa casa di sviluppo ha con i meccanismi del marketing più elementare: il prodotto in oggetto, infatti, venne annunciato con uno scarno comunicato poche settimane prima della sua pubblicazione, risalente all’agosto 2014. Si tratta certo di un problema che ci interessa assai meno di quelli presentati dal gioco in sé, ma siamo di fronte all’ennesima prova del fatto che Piranha sbaglia costantemente nel calibrare la natura stessa del suo campo d’azione. Se con i tuoi prodotti vuoi competere nel mondo dei giochi tripla A, devi necessariamente promuovere i tuoi titoli con forza e convinzione: se non hai i mezzi o la voglia per farlo, è saggio aggiustare la tua mira e collocarti in una dimensione differente, puntando a confezionare giochi di minor sforzo produttivo ma non necessariamente meno meritevoli di plauso. Il difetto capitale dei prodotti Piranha è forse proprio questo: mirano con ogni evidenza a competere con i ‘grandi’, ma senza averne i mezzi. Né dal punto di vista strettamente creativo né da quello più ampiamente produttivo. Risen 3, purtroppo, conferma in pieno il problema.

I paesaggi sono suggestivi e ricchi di particolari animati
I paesaggi sono suggestivi e ricchi di particolari animati
La Cittadella è l'imponente sede dei Demon Hunter
La Cittadella è l'imponente sede dei Demon Hunter

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World of Risen intervista Piranha Bytes

In occasione del Gamescom 2014, il sito World of Risen ha intervistato alcuni membri del team Piranha Bytes.

World of Risen: In alcune interviste passate, avete dato l’impressione che Risen 3 fosse la fine della serie. Ora ci sarà un nuovo franchise? Chi ne avrà i diritti?

Björn: Posso solo dire che il nostro futuro non è ancora delineato con certezza. Naturalmente abbiamo alcune idee e stiamo testando parecchie cose. Ma non possiamo dirvi ora quali saranno definitive. È troppo presto per quello, abbiamo appena terminato Risen 3. E che Risen 3 è la conclusione della storia… non so da dove viene questa affermazione. L’abbiamo davvero pronunciata? Con Risen, abbiamo creato un universo in cui ci troviamo molto a nostro agio come sviluppatori. Nel terzo capitolo, abbiamo radunato insieme tutte le cose di questo universo e siamo convinti del risultato. Ma non è ancora stabilito cosa faremo successivamente.

Jenny: Quel che abbiamo dichiarato è che avremmo narrato una storia e che si sarebbe conclusa. Ma questo non significa che dobbiamo chiudere anche con quell’universo. Certamente ci sono sempre domande rimaste senza risposta.

Harry: : Meno male, credevo di esser io l’idiota che ha detto che la serie di Risen sarebbe finita.

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Risen 3: l’anteprima di Risen Italia!

Con enorme piacere possiamo dire ai lettori di Risen Italia che siamo riusciti a mettere le nostre mani su un codice preview di Risen 3, gentilmente concesso ai gestori italiani del forum internazionale dedicato. [image id="10695"] heXen, gestore del forum. Grazie ad esso, heXen alias Valerio Greco, ha potuto provare la beta giocabile vista al Role Play Convention e nei vari “Let’s Play” postati sul sito di Risen Italia lo scorso mese.
Non potevamo farci scappare quest’incredibile occasione, così ci siamo tuffati letteralmente nel mondo di Risen 3, testandolo a dovere per poter scrivere le nostre impressioni.

In quest’anteprima, cercheremo di descrivere quanto appreso durante le nostre sessioni di gioco, facendo attenzione a non spoilerarvi nulla sulle situazioni più delicate e sui personaggi speciali che si possono incontrare nell’isola di Taranis, dove è ambientata l’esperienza di gioco di questo codice preview.

Il primo colpo d’occhio

Il primo impatto con il mondo di gioco di Risen 3 è stato positivo: graficamente ci aspettavamo un titolo in linea con quanto conosciamo di Risen 2, viste le notizie che volevano solo un’ottimizzazione del motore di gioco già usato nel secondo capitolo della saga. Abbiamo invece potuto notare che i miglioramenti grafici rispetto all’ultimo Risen 2 sono ben visibili.

Le texture generali del mondo di gioco non raggiungono nuove vette di dettaglio, ma sono discretamente migliorate rispetto al passato. Il porto di Taranis, seppur piccolo, appare ben costruito e con un livello di dettaglio più che sufficiente, con pavimentazione in pietra ben dettagliata, mentre gli oggetti del mondo di gioco come barili, funi, vasi, sacchi di sabbia, casse da viaggio e tettoie, godono di un buon dettaglio e sono ben in evidenza, anche grazie al sapiente uso delle luci e a un sistema d’illuminazione nettamente migliorato rispetto al passato.

La flora dell’isola si mostra con un dettaglio finalmente sufficiente: potremo ammirare alberi, fiori e piante con un dettaglio superiore a quello che ci avevano abituato i precedenti giochi Piranha Bytes. Grazie anche a una distanza visiva migliorata, possiamo scordarci gli scarsi dettagli in lontananza del quale il motore grafico soffriva, sebbene vi siano ogni tanto dei pop-up in lontananza, ma parliamo solo delle scogliere veramente più distanti e della fauna nel mondo di gioco (del resto, non possiamo pretendere d’osservare dalla cima di una scogliera i saprofagi che pascolano al capo opposto dell’isola, non ancora almeno). Da quello che abbiamo potuto ammirare grazie a questo codice preview, la distanza visiva è più che raddoppiata se paragonata con Risen 2 e addirittura decuplicata se prendiamo in esame il primo Risen.

Continuando a parlare di grafica, non possiamo non menzionare l’ottima resa dell’acqua del mare, che appare cristallina e luccicante al punto giusto. Invoglia davvero a tuffarsi, anche grazie al fatto che in questo capitolo potremo finalmente nuotare.

Dove ancora Risen 3 sembra mostrare un po’ di difetti sono le animazioni dei personaggi. Certo, sono stati fatti grossi miglioramenti rispetto al passato, in quanto ora le animazioni non sembrano legnose, ma anzi risultano discretamente fluide. Manca tuttavia ancora un pizzico di realismo e soffre molto il confronto con le grosse produzioni videoludiche, che riescono ormai a offrire animazioni da capogiro. Facendo un paragone con Risen 2, però, non c’è storia: i miglioramenti sono netti, soprattutto se si guardano le animazioni in combattimento del protagonista, che risulta molto meno impacciato e goffo rispetto al passato.

Un po’ di gameplay

Dopo esserci armati di mouse e tastiera, ci siamo incamminati nell’entroterra dell’isola e abbiamo cominciato a combattere, così da provare il sistema di combattimento.

Dobbiamo subito riferirvi che non abbiamo potuto testare il vero sistema delle magie, perché la beta a nostra disposizione non ci permetteva di arrivare così lontano da completare le missioni per entrare nella gilda dei maghi, quindi ci siamo dovuti accontentare delle pergamene. Sembra che il sistema di magia non sia basato più solo sul mana, ma anche su cristalli da ricaricare.

In ogni caso, gli incantesimi da noi provati erano tanti e tutti ben fatti. Abbiamo particolarmente apprezzato la pioggia di fuoco, un incantesimo classico che ci fa tornare in mente tanti ricordi dei vecchi Gothic: la resa sullo scenario era molto ben fatta, con le meteore di fuoco che cadevano sul terreno impattando pesantemente e producendo suoni allo schianto. Le magie si dividono in più categorie: troviamo quelle d’attacco a distanza e a corto raggio, come un raggio di energia, ossia una potente ondata d’energia che scaraventa a terra gli avversari troppo vicini; esistono anche incantesimi non indirizzati al combattimento e con stili diversi, come l’incantesimo “ruggine”, che ci permette d’aprire qualsiasi forziere (tranne alcuni immuni a questo incantesimo, per i quali è necessario trovare la relativa chiave), oppure la torcia di cristallo e la classica pergamena di guarigione.

Parlando di combattimento corpo a corpo, si notano subito differenze importanti paragonando il combat system di Risen 2 con quello di Risen 3. I movimenti sono più lenti e meno frenetici, oltre che molto meno casuali, inoltre ci sono molte più animazioni per colpire gli avversari. Il combattimento con spada si divide principalmente in tre mosse: primo tocco, secondo tocco e affondo finale. È anche possibile tenere premuto il tasto azione per caricare il colpo e fare più danni e, ciliegina sulla torta, si possono parare anche senza scudo i colpi non solo degli avversari umani, ma anche quelli dei mostri e delle varie creature.

Abbiamo notato un leggero ritardo tra l’input e l’effettiva reazione del protagonista (si parla di quasi mezzo secondo), un problema che a nostro avviso potrebbe dar fastidio a qualche giocatore. La cosa è sicuramente voluta e rende i combattimenti più strategici, perché dovremo premere i tasti con il dovuto tempismo per mettere a segno una serie di colpi, mentre fare il contrario significherà morire molto velocemente, ma ribadiamo che la cosa potrebbe dar fastidio a chi è abituato a sistemi di risposta più rapidi.

Non ci è invece piaciuta la telecamera durante i combattimenti, giacché s’allontana automaticamente quando inizia un combattimento. Questa caratteristica è stata sicuramente presa in prestito da GDR meno hardcore e pensati per le console, nei quali allargando la telecamera si tiene sotto controllo una porzione di gioco maggiore, ma ai veterani questa cosa potrebbe non piacere per niente.

Un terzo modo d’affrontare le sfide del gioco è con le armi a distanza, dato che anche in questo capitolo potremo usare pistole, fucili e moschetti. Le meccaniche sono simili a quanto visto in Risen 2, ma con alcuni cambiamenti. Le pistole, da quel che abbiamo potuto vedere, non hanno più un tempo di ricarica: basterà premere il tasto di fuoco dopo averle equipaggiate nella mano destra e la velocità di sparo sarà data, di fatto, dalla velocità dell’animazione. Finita l’animazione, potremo ripetere l’operazione senza nessuna attesa. Discorso diverso invece per moschetti e fucili, dove la ricarica dei colpi è semplicemente sostituita da un tempo d’attesa di un paio di secondi.

Menzione speciale per una nuova abilità di gioco passiva, chiamata “visione astrale”, che il nostro personaggio sarà in grado d’usare premendo l’apposito tasto. Una volta premuto, la visione del mondo cambierà e ci ritroveremo in una dimensione dal colore bluastro, nella quale saremo in grado d’evidenziare vari dettagli dello scenario, dai tesori nascosti a semplici oggetti di valore. Non c’è dato sapere se nel gioco completo questa modalità avrà altre caratteristiche, non ancora presenti in questa beta.

Approfondiamo le meccaniche di gioco

In questo Risen 3 potremo svolgere un sacco di compiti di vita quotidiana.
Com’è lecito attendersi da un gioco Piranha Bytes, possiamo creare pozioni, da quelle classiche del mana a quelle che aumentano permanentemente o temporaneamente statistiche e attributi del personaggio. Per quanto riguarda la vita, invece, sembra che la possibilità di reintegrare punti ferita sia stata assegnata ancora una volta a grog e a rum, che potremo distillare a parte. In questo modo, sono state diversificate le abilità che consentono di creare pozioni di magia e bevande per ripristinare la vita, che ovviamente dovranno essere apprese dai rispettivi maestri. È possibile creare anche pergamene e incantesimi con l’apposito “artefactorium”, che, come detto in precedenza, non abbiamo avuto modo di provare.

Dove l’impianto di gioco dei Piranha Bytes scricchiola un po’, a nostro avviso, è in un aspetto storico della serie. Nei vecchi giochi Piranha Bytes potevamo andare in tutte le abitazioni che volevamo e potevamo perfino intrufolarci in quelle dove non eravamo i benvenuti sfruttando la furtività. Se venivamo beccati in casa a rubare, però, il proprietario ci picchiava per poi riprendersi il maltolto, oltre a derubarci a sua volta di una buona parte dei nostri soldi. Succedeva lo stesso nelle risse cittadine: attaccando una guardia e venendo sconfitti, questa ci derubava una volta svenuti.
Ebbene, in Risen 3 tutto questo non succede: le persone cercheranno sempre d’allontanarci dalle abitazioni private, ma se attacchiamo qualcuno e questo ci sconfigge, nessuno si riprenderà quanto abbiamo rubato né verrà vicino a fregarci il nostro bel gruzzoletto, ma subiremo solo una piccola perdita di punti esperienza, quantificata nell’ordine di -50 punti gloria.

A proposito di punti esperienza, il gioco si basa ancora sull’aumento delle statistiche attraverso punti gloria. Come in Risen 2, per aumentare le statistiche non dovremo fare altro che accumulare i punti gloria necessari per aumentare le varie caratteristiche del personaggio e poi andare ad apprendere le abilità speciali dai rispettivi maestri per apprendere le abilità speciali. Rispetto a Risen 2, però, ci sono alcuni cambiamenti: alcune caratteristiche sono state unificate, come oratoria e intimidazione, quindi basterà aumentare l’abilità “influenza” per vedere salire sia l’una che l’altra, anche se si potrà comunque scegliere una delle due rivolgendosi a un maestro specialista.

Visto che ci siamo, parliamo anche delle abilità principali, che sono in totale 8:

  • Mischia
  • Distanza
  • Astuzia
  • Influenza
  • Resistenza
  • Destrezza
  • Magia
  • Spirito

Ognuna di queste abilità principali avrà delle sottocategorie, che aumenteranno facendo salire quelle principali. Ad esempio, aumentando mischia miglioreremo le abilità con armi da punta, da taglio e spade, aumentando l’abilità a distanza miglioreremo con fucili, moschetti e colpo critico, mentre migliorando l’abilità resistenza diventeremo più bravi a sopportare i danni da armi da fuoco, da taglio e anche i danni subiti dalla magia.

C’è comunque una grossa differenza tra il sistema di progressione di Risen 2 e quello di questo terzo capitolo: mentre in Risen 2 potevamo aumentare le caratteristiche principali da 1 a 10, aumentando progressivamente di 1, Risen 3 utilizza un sistema centesimale con aumenti da 5 punti alla volta. Possiamo quindi ritenere che questo nuovo sistema di crescita sia nettamente più lungo e duraturo di quello visto nel precedente capitolo, giacché per arrivare a 100 anche in sole due caratteristiche serve una quantità di gloria veramente enorme e, siccome ci aspettiamo di poter arrivare a completare almeno 3 delle 8 caratteristiche principali, possiamo supporre che il gioco completo sia veramente esteso.

Per quanto riguarda la difficoltà della sfida, abbiamo provato il gioco in modalità difficile e dobbiamo ammettere che, senza l’aiuto di un altro personaggio (di cui non vogliamo rivelarvi il nome per non rovinarvi la sorpresa) saremmo morti diverse volte. Di sicuro questa caratteristica avvicina le meccaniche di gioco più a Risen 2 che al primo Risen, in cui si poteva fare quasi tutto da soli.

E il sonoro?

Dal punto di vista del sonoro, siamo in linea con i vecchi capitoli. Le musiche che abbiamo potuto ascoltare sono abbastanza evocative, ma non possiamo esprimere un giudizio a tal proposito perché abbiamo ascoltato veramente poco di quello che il gioco ha da offrire da questo punto di vista.

Diverso invece il discorso per quanto riguarda il doppiaggio. Le frasi rudi e da scaricatore di porto sono una garanzia in questo Risen 3, con buona pace per i delicati d’orecchio, e non ci verranno neanche risparmiate battute molto simpatiche tra il protagonista e qualche personaggio fuori dalle righe, oppure con i compagni che di volta in volta ci seguiranno nel corso dell’avventura. Piccola nota negativa invece per la precisione e la qualità della voce inglese del protagonista principale, che non c’è sembrata adeguata al personaggio in quanto troppo bassa.

I sottotitoli sono una nota ancor più dolente, in quanto non coincidono sempre con quanto detto nel parlato. A onor del vero, non sappiamo se questa sia una mancanza della sottotitolazione italiana o del parlato inglese, in quanto Deep Silver potrebbe aver commissionato la traduzione dei sottotitoli direttamente dal doppiaggio originale tedesco, creando così delle incongruenze con l’adattamento anglofono.

IN CONCLUSIONE

Questo codice preview ci ha dato modo di provare un’isola di gioco e diverse meccaniche. Al momento questo Risen 3 ci convince: il gioco appare divertente, discretamente calibrato nella difficoltà (anche se avremmo preferito un gameplay più vicino al primo Risen che al secondo) e invoglia sicuramente a proseguire. Tecnicamente il titolo è solido, fluido e non mostra quasi mai incertezze, di nessuna natura. Considerando che si tratta di un codice preview, quest’anteprima ci lascia ben sperare per il prodotto finito.


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Risen 3: intervista esclusiva sull’engine grafico, requisiti, DirectX 12 vs. Mantle

Mancano poche settimane al rilascio di Risen 3: Titan Lords, il nuovo gioco di ruolo dei creatori di Gothic, i Piranha Bytes. PC Games Hardware ha potuto organizzare un’intervista con gli occupatissimi sviluppatori per chiedere loro cosa ne pensano delle migliorie al motore grafico, lo sfruttamento del hardware e delle DirectX 12 in confronto con Mantle.

Quindi, dopo aver saputo i requisiti di sistema finali di Risen 3, che tra l’altro sono abbastanza moderati, oggi avremo una completa intervista col team tecnico, alla quale ha partecipato Philipp Krause, programmatore capo di Risen 3, e Stefan Kalveram, responsabile per la storia. In circa cinque settimane, parallelamente alla GamesCom, il terzo episodio della saga di Risen sarà pubblicato. Le informazioni tecniche riguardo al gioco sono ancora poche, una circostanza alla quale vogliamo porre rimedio in questa occasione.


PCGH: Da Risen 2 a questa parte sono trascorsi due anni. Come si è modificato il vostro motore grafico dopo il salto al deferred rendering? Avete fatto modifiche strutturali o altre ottimizzazioni?

Philipp Krause: In Risen 2 abbiamo utilizzato un renderer con Light-Prepass. Questo cosiddetto passo “G” conteneva solo i dati di depth (profondità) e li renderizzava in un MRT separato (multiple render target), mentre componenti normali e speculari andavano in un secondo MRT.
In Risen 3 abbiamo un renderer pienamente deferred, con physical based shading. Inoltre abbiamo integrato il supporto alle soft shadows ed alle volumetri fog shadows.

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Intervista con Björn Pankratz su Playnation.de

Durante un evento limitato alla stampa, Playnation.de ha avuto l’opportunità di parlare con Björn Pankratz, del team di sviluppo Piranha Bytes. Björn lavora con lo stesso studio di Essen dal 1999 ed ha avuto il ruolo di direttore nello sviluppo dei primi tre titoli della saga di Gothic e dell’intera serie di Risen. Oltre a discutere del futuro dei Piranha, hanno proposto alcune domande inviate dai loro lettori.

PlayNation: Molti fan sperano in segreto che ci sia un remake dei primi episodi di Gothic. C’è una qualche possibilità che questo progetto si realizzi?

Björn Pankratz: La possibilità esiste, ma la domanda più pressante è come si svolgerebbe un progetto del genere. Non credo ci sia la possibilità al giorno di oggi di riutilizzare le stesse modalità di controllo, credo. Neanche avere la vecchia grafica, magari con delle texture aggiornate, non è di certo ciò che i fan desiderano. Piuttosto che occuparci di un remake, avrebbe più senso farne un reboot, come un grosso progetto a se stante.

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Anticipazioni sulla “collector edition” di Risen 3!

Dopo varie consultazioni segrete, con dei contatti altrettanto segreti, abbiamo saputo in anticipo come si chiamerà la versione da collezionisti e chi rappresenterà la “classica” statuetta al suo interno! 😀

La versione limitata da collezionisti si presenterà con il nome di “Shadowlord Limited Edition”, e naturalmente la statuetta al suo interno (che non sarà l’unico gadget, infatti ci aspettiamo anche una mappa e qualcos’altro tipo degli stickers), rappresenterà il “Signore dell’ombra” che vi mostriamo qui sotto in calce.


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Anteprima italiana – SOLLEVATEVI, O TITANI!

Multiplayer.it ha provato e reso disponibile un anteprima italiana dedicata a Risen 3 “Titan Lords”, precisamente la versione beta che abbiamo potuto visionare durante il “Role Play Convention”, nei vari Let’s Play e nelle anteprime tedesche appositamente tradotte in italiano qui su Risen Italia.


“Annunciato in fretta e furia dai ragazzi di Piranha Bytes e con un’uscita prevista nel pieno dell’estate, non ci saremmo mai aspettati di ricevere in redazione, praticamente a sorpresa, un codice preview di Risen 3: Titan Lords, a pochi giorni dalla partenza per l’E3 di Los Angeles. Una volta installato sul nostro fido PC, il gioco ci ha permesso di prendere confidenza con uno spezzone di gameplay, a dirla tutta piuttosto breve, ambientato una manciata di ore più avanti del normale inizio del gioco. Questo non ci ha permesso di prendere molta confidenza con il protagonista anche se è piuttosto evidente che rispecchi alla perfezione lo stile impostato dallo sviluppatore tedesco con tutti i suoi precedenti lavori.

Sollevatevi, o Titani! Sollevatevi, o Titani! Il nostro eroe senza nome si trova privato della sua anima per ragioni sconosciute e senza una grande memoria dell’accaduto e, di punto in bianco, sbarcherà sull’isola di Taranis, detta anche Isola del Tuono, sede della gilda dei maghi e unica roccaforte degli umani sopravvissuti alla terribile guerra tra i Titani. Purtroppo non siamo riusciti a capire se il personaggio principale è un diretto discendente del protagonista di Risen 2: Dark Waters o se comunque ha qualche legame con lui, ma è possibile che un qualche punto di contatto sia effettivamente presente. Quello che è certo è che l’Inquisizione gioca ancora un ruolo da protagonista all’interno delle vicende narrate. È comunque evidente grazie a tutta una serie di indizi, che il sequel è principalmente rivolto a chi ha già giocato e completato (oltre che apprezzato) il secondo capitolo della serie considerato che offre, all’apparenza, una diretta prosecuzione della trama, ne condivide il fascino dell’ambientazione piratesca e lussureggiante e ne eredita gran parte delle meccaniche di gameplay. Ma visto che su queste ultime torneremo poco più avanti, è cruciale sottolineare che, da quel poco che abbiamo potuto sperimentare, è evidente che questo Titan Lords punti a recuperare anche i fan di vecchia data, strizzando l’occhio ad alcuni elementi della saga che, dopo il primo capitolo, sono stati praticamente spazzati via.

In primis, l’acquisizione del guanto che consente di evocare le magie che si va ad affiancare alle classiche pergamene usa e getta ma che, purtroppo, in questo preview non abbiamo potuto testare. Come scritto poco sopra torna la gilda dei maghi, affiancata in questo capitolo da quella dei cacciatori di demoni e dai guardiani. Più in generale è sicuramente da apprezzare la precisa intenzione di Piranha Bytes di riportare in primo piano il concetto dei cristalli magici in grado di tenere a bada proprio i Titani e di dare enorme potere ai maghi che li controllano e, come se questo non bastasse, fin dall’inizio del codice provato, ci siamo trovati ad avere al nostro fianco Mendoza, proprio lo stesso comprimario/antagonista del primo Risen, in versione fedele servitore fantasma. A quanto pare è soltanto il primo di una lunga serie di compagni che potremo avere al nostro fianco e che ci daranno una mano, in automatico, durante i combattimenti. Proprio come avveniva nel secondo capitolo della serie.


[image id="10493"] Clicca per l’anteprima completa.

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Anteprima di Risen 3 della rivista GameStar

Su World of Risen da qualche giorno sono disponibili delle informazioni inedite su Risen 3: Titan Lords, che non sono mai trapelate in altre anteprime.


Nell’edizione del 06/2014 della rivista videoludica di GameStar è presente un’approfondita anteprima di “Risen 3” su 6 pagine. L’investigativo capo redattore Jochen Gebauer ha potuto esplorare una nuova regione, non presente nella demo mostrata al “Role Play Convention”: sulla costa di Calador ha avuto l’occasione di unirsi ai Cacciatori di demoni, la seconda fazione di “Risen 3”. Mentre i maghi di Taranis hanno necessità di ricorrere ai cristalli per la loro magia, i Cacciatori di demoni sfruttano l’antico sapere magico ancora presente nel mondo per le loro abilità. Una bambola Voodoo scovata in giro per Calador fa sospettare che gli stregoni Voodoo siano la terza fazione non ancora rivelata di “Risen 3”. Nel reportage di GameStar:

“Il mondo gioco è ancora suddiviso in più regioni di costa e di isole, ma dà un’impressione molto più vasta e, un po’ come nel primo “Risen” e “Gothic 2″, il territorio invita il giocatore all’esplorazione in maniera molto più organica – o perlomeno è quello che ci sembrava per la regione costiera di Calador. All’interno delle gilde – una delle quali può essere scelta dal giocatore per il proprio personaggio – si possono raggiungere svariati ranghi, che di volta in volta sbloccano l’utilizzo di specifiche tecniche magiche della gilda.”


Nell’articolo si prosegue:

Confrontato con “Risen 2” e le sue a volte microscopiche isole, Calador è piacevolmente vasta e generosa. Capita spesso di inciampare in piccoli segreti, scorci pittoreschi o creature toste, contro le quali anche il nostro eroe precostruito (e decisamente sovrapotenziato) non aveva alcune possibilità, se non dopo un po’ di allenamento e la ricerca di armi più potenti. La regione costiera è anche molto eterogenea in termini di ambiente: boschetti maledetti si aprono attorno a scogliere ripide e rovine di castelli abbandonati, pullulanti di non-morti. Com’è usuale in tutta la saga, ogni metro di terreno è pieno di erbe e piante, mentre gli animali uccisi possono essere scomposti nei loro componenti più intimi ed utilizzati tramite le relative abilità. Quando ci si imbatte casualmente in un baule abbandonato è facile sentire l’impulso di sfregarsi le mani.

L’articolo della GameStar è condito da un buon numero di screenshot. Inoltre è possibile visionare un video (5:33 minuti) con una anteprima commentata che mostra soprattutto le zone di Taranis. È anche presente un’intervista video (5:43 minuti) con il Game Designer e il Project Director “Björn Pankratz”. Nel video, Björn risponde a diverse domande sul passato dei Piranha Bytes, cosa significano i giochi di ruolo per gli sviluppatori e perché Gothic e Risen hanno un nutrito seguito di fan soprattutto in Germania, e così via.


Nelle conclusioni, Jochen Gebauer scrive:

“Io adoro “Gothic 2”, mi piace “Risen”, e “Risen 2” non mi ha mai realmente interessato. Non dipendeva dall’ambientazione piratesca o dal mondo di gioco frastagliato, sono sceso a patti pure col sistema di combattimento, anche se in segreto rimpiango le complesse meccaniche con i tasti direzionali di “Gothic”. Ma soprattutto mi mancava l’immersione: la sensazione di sentirmi inserito in un mondo di gioco vivo, dotato di un proprio respiro. Proprio questa, la caratteristica che rende speciale un prodotto Piranha Bytes, era sorprendentemente assente in “Risen 2″. Proprio per questo mi rallegro del fatto di aver percepito questa sensazione mancante – perlomeno nella nuova regione che ho potuto provare.”

Potenziale: molto buono.


Traduzione a cura di Lck.

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Anteprima di Risen 3: Titan Lords

Aspettando le anteprime internazionali e soprattutto quelle italiane, tra quelle tedesche disponibili abbiamo tradotto quella più dettagliata!

‘Risen’ è una delle pietre miliari della produzione di giochi di ruolo tedesca. Spuntato dai predecessori della saga di “Gothic”, la seconda saga sviluppata dai Piranha Bytes si era temporaneamente conclusa dopo la pubblicazione di “Risen 2: Dark Waters” nel 2012. O almeno, questo è quello che credevamo prima che venisse annunciato il terzo episodio, col sottotitolo “Titan Lords”, appena qualche mese fa. “Risen 3” comparirà nei negozi già a partire dal 15 Agosto 2014, per cui è ora di dare uno sguardo in profondità alla versione beta del gioco.

Nello spirito di Gothic

“Risen 3: Titan Lords” si riallaccia alle radici storiche della saga. Non resterete sorpresi quindi se anche stavolta si interpreterà un eroe sprovvisto di nome. E stavolta, anche sprovvisto di anima. Il pover uomo infatti è stato spogliato della sua anima da un’ombra spuntata dagli abissi: in seguito alla guerra dei titani si sono formati dei cosiddetti tunnel scheletrici, che hanno condotto tetre e misteriose creature alla superficie del mondo.

Nella ricerca di aiuto, l’eroe si reca a Taranis, dove vivono i maghi che non solo si dilettano nella magia dei cristalli, ma che lavorano anche ad un reattore segreto come arma contro i titani.

I maghi sono protetti fisicamente da una casta di combattenti – una specie di paladini – che si dilettano nella stessa categoria di magia utilizzata dai maghi che difendono, oltre a saper molto bene come si maneggiano le armi bianche.

Soprattutto questi guardiani si dimostrano tuttaltro che cooperativi nella versione beta: soltanto quando lo sconosciuto si dimostra degno di fiducia, potrà chiedere udienza presso i maghi. I dialoghi in “Risen 3: Titan Lords” sono splendidamente graffianti e si sposano perfettamente con il sarcastico universo di Risen per come lo conosciamo. Non esistono personaggi all’acqua di rose. I soldati non solo offrono un’ottima resistenza nel combattimento, ma si prodigano anche in insulti ed imprecazioni durante lo scontro. “Risen 3” costruisce la sua unica atmosfera proprio tramite questi dialoghi senza filtri, i personaggi rozzi e squadrati ed un umorismo tipicamente tedesco.

Risen 3 offrirà di nuovo un mondo di gioco aperto.

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