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Elex È La Roba Più Trash Che Abbia Mai Giocato, Ma Comunque Lo Amo

A due mesi dall’uscita di Elex c’è chi ancora lo recensisce, tramite i vari social dedicati al gioco abbiamo notato questa interessante recensione sul sito di Kotaku. In esclusiva l’abbiamo tradotta in italiano.

Elex è un videogioco mal costruito, pieno di errori, ritardi, cose brutte a vedersi e meccaniche confuse. Non raccomanderei alla maggioranza delle persone di passare del tempo doloroso con questo RPG. E comunque, nonostante tutto, sono ossessionato da Elex. Non riesco a smettere di giocarci. In un anno di grandi titoli Elex è sia uno dei migliori che uno dei peggiori. Il paragone più vicino che posso fare è con Skyrim, o forse Fallout: New Vegas che non seguono la convenzione di cosa un “buon” gioco dovrebbe essere a livello tecnico, nonostante hanno un innegabile splendore. Questi sono quel tipo di giochi che vanno perdonati per essere goduti. Elex richiede di essere perdonato per molte cose. Ho sentito parlare di Elex nei forum in rete, dove i giocatori blateravano del gioco e, in modo confuso, elencavano tonnellate di problemi. Dicevano che era un gioco estremamente difficile con un combattimento terribile. Dicevano che il mondo sembrava tenuto assieme con lo sputo. Dicevano anche che era uno dei migliori RPG degli ultimi anni. Dicevano che era sviluppato dai creatori di Gothic. Dicevano che combinava fantascienza e fantasy. La curiosità ha preso il sopravvento su di me: sembrava un pessimo gioco, ma perché la gente sembrava amarlo? Come era possibile? Ho comprato il gioco per PS4 per capire. La prima cosa che ho notato è stato il lungo tempo di caricamento, che mi ha perplesso perché, francamente, Elex è brutto. Sembra qualcosa della generazione precedente delle console, solo senza una buona estetica a salvarlo. Tutto questo non è aiutato dalle performance legnose, brutte animazioni ed un limitato set di caratteristiche del viso che fa sembrare troppi personaggi uguali gli uni agli altri. Si può dire che è stato fatto a risparmio.

Tu giochi come Jax, un uomo che ricorda un Comandante Shepard:

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ELEX – La recensione “interna” di gugand

Come vi avevamo preannunciato, vi proponiamo una recensione “interna”, scritta da un membro del nostro staff, Andrea ‘gugand’ Guglielmi, e condivisa nello spirito da tutti i membri del team Piranha Bytes Italia.


Di ELEX potrei fare una lista dei difetti molto lunga, a partire dalla grafica e dalle animazioni non al passo con gli standard odierni, all’interfaccia utente con delle scelte infelici, alle pessime collisioni e ai bachi sia negli script delle quest sia nei dialoghi. Però tutto questo passa in secondo piano perché i pregi di questo titolo sono tanti e tali che il giocatore, soprattutto un fan dei Piranha Bytes, non si può non innamorare di ELEX.

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ELEX – The English “external” review by Simone Tagliaferri

In the last few days, we have been discussing about two particular reviews about ELEX: one written by our team (Piranha Bytes Italia), the other one by an external reviewer. Today we can publish the second one, while we will be ready to present our own in the next few days.

We did this for a precise reason – many players, who are enjoying Elex at the moment, thought that reviews published by Italian media almost destroyed the game, without exploring it. It was like they picked up a rose which had just bloomed, without waiting for the bud petals to appear in all their beauty. We know that writing reviews is a job and that you must meet a deadline, but this time something clearly went wrong. Fortunately who already knew previous ‘Piranha Bytes’ videogames, with their values and flaws, did not trust those reviews, written after two, maybe also five, playing hours, and chose to buy it anyway, since sales in Italy are positive and average.

Fans on the internet are complaining about those reviews too. That is why we suggest you read the following review, written after dozens of playing hours by a reviewer who is well-known for being outspoken. He is familiar with Piranha Bytes’ videogames and, above all, his reviewing style is always balanced, as he evaluates every aspect of a game.


Review by Simone Tagliaferri

Paraphrasing the linguist Ferdinand de Saussure, we could say videogames are a system whose parts can and must be considered in their synchronic solidarity. To analyze them, we usually put them on an operating table and start dissecting them. Sometimes, though, cutting them piece by piece just makes us lose sight of the big picture. In any case, what we get is a cold body, incapable of showing us how it used to be. The result is a superficial analysis, which can show us the death cause, but cannot tell much about the subject’s past life – just a few clinical details.

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ELEX – La recensione “esterna” di Simone Tagliaferri

Nei giorni scorsi vi avevamo anticipato che, per quanto riguarda Elex, avevamo in cantiere ben due recensioni, una esterna al team Piranha Bytes Italia e una interna. Oggi possiamo renderne pubblica una, quella esterna, mentre nei prossimi giorni sarà pronta anche quella interna al nostro team.

Tutto ciò nasce da una precisa considerazione: per la maggior parte dei videogiocatori che stanno attualmente giocando ad Elex, parecchie recensioni fatte dalle testate videoludiche italiane hanno praticamente massacrato il gioco, senza averlo approfondito. Nel caso di Elex, è stato come “raccogliere una rosa appena sbocciata, senza attendere che i petali del suo bocciolo si mostrassero in tutta la loro bellezza”. Non vogliamo negare che recensire sia un lavoro e che quindi sia necessario rispettare dei tempi molto risicati, ma stavolta è evidente che qualcosa è andato storto. Per fortuna il videogiocatore che conosce i giochi targati Piranha Bytes e i suoi pregi e difetti, non si è fidato di quelle recensioni fatte dopo due, forse anche cinque, ore di gioco e ha scelto di acquistarlo, visto che le vendite in Italia sono state positive e nella media.

Oggi il risultato letto nei vari forum è infatti diverso, lo dimostra anche questa recensione fatta solo dopo decine e decine di ore di gioco, ma sopratutto scritta da un recensore noto per non avere peli sulla lingua, che conosce bene i giochi dei Piranha Bytes e sopratutto è sempre stato equo e imparziale nel giudicare tutte le sfaccettature di un gioco.


Recensione di Simone Tagliaferri

Per parafrasare il linguista Ferdinand de Saussure, possiamo definire i videogiochi come un sistema in cui tutte le parti possono e debbono essere considerate nella loro solidarietà sincronica. Metterli su un tavolo operatorio e fargli l’autopsia è il metodo più utilizzato per analizzarli, ma a volte facendoli a pezzi si finisce per perdere di vista il quadro generale. In ogni caso quello che si ottiene, in termini critici, è un cadavere incapace di esprimere ciò che era in vita. Il risultato è un’analisi cieca, che sa illustrarci il motivo del decesso, ma che non ci dice molto sulla vita del soggetto sezionato, se non in termini strettamente clinici.

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Ondata di recensioni italiane per Elex

Elex è stato pubblicato da qualche giorno, il 17 ottobre, ed è già stato recensito da varie testate italiane. Di seguito troverete alcuni estratti delle varie recensioni, con link diretto agli articoli completi.

Estratto dalla recensione di Multiplayer.it

“ELEX lascia l’amaro in bocca per alcune scelte infelici, su tutte il setting troppo confusionario e disarmonico: per un gioco di ruolo che fa dell’atmosfera e della trama uno dei suoi punti di forza si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario. Il combat system è un altro degli aspetti più critici del nuovo gioco di Piranha Bytes, ma nella sua macchinosità ha il pregio di inserirsi bene nella filosofia del gameplay. La trama nel complesso risulta piacevole e ben inserita nel contesto, pur partendo con la solita incertezza iniziale, e i dialoghi sono ben strutturati e capaci di aggiungere curiosità nel giocatore nel prosieguo. Il comparto grafico, pur non eccelso, riesce a restituire una buona immersività nel mondo di gioco. Nelle prossime settimane il solito lavoro di patch dovrebbe eliminare gli inevitabili difetti di gioventù e bilanciare un sistema di crescita che non sempre è sembrato coerente. Peccato che Piranha Bytes non abbia insistito con l’ambientazione fantasy, altrimenti ci ritroveremmo nelle mani quella sorta di remake di Gothic che tanti nostalgici le chiedono da tempo.”

Per leggere l’articolo intero, cliccate qui.

Estratto dalla recensione di Spaziogames.it

“… le fasi di esplorazione, al netto della costante minaccia di essere uccisi (alleviata solo dalla possibilità di salvare in ogni istante e dalla frequenza degli autosalvataggi) si rivelano molto godibili, soprattutto grazie alla brillante introduzione del jetpack. Tenendo premuto il tasto Quadrato (nella versione PS4 da noi testata) ci si può librare in aria, sfuggendo alle minacce più incombenti e, soprattutto, inerpicandosi praticamente ovunque, alla ricerca di bonus, obiettivi di missione o NPC con cui dialogare: le mappe hanno una dimensione verticale assai gradita e consentono di sbizzarrirsi a quanti, in giochi open world come questo, lasciano presto da parte la strada battuta per dedicarsi alla libera esplorazione. Avrebbe allora aiutato un indicatore del livello, tanto per i nemici quanto per le quest: spesso non si sa in cosa ci si sta imbarcando, accettando missioni solamente per poi imbattersi in nemici chiaramente fuori dalla propria portata, capaci di sbarazzarsi del party con due colpi.”

Per leggere l’articolo intero, cliccate qui.

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Elex: miglioramenti al motore, critiche alle animazioni e ‘schifosi’ DLC

Logo PC Games Hardware

Vi segnaliamo questa breve intervista di PC Games Hardware, rilanciata da World of Elex, in cui si tratta – tra le altre cose – dell’approccio dei Piranha Bytes nei confronti di Downloadable Content (DLC) ed Add-On. Di seguito la traduzione in italiano dell’articolo.

Screenshot di Elex

L’ormai prossimo 17 ottobre verrà pubblicato Elex, l’ultima produzione degli “esperti di RPG”, i Piranha Bytes. Siamo riusciti a parlare di questo imminente evento con Philipp Krause, programmatore capo, e Björn Pankratz, project manager, trattando temi sul fronte tecnologico ed altri dettagli, come quello dei DLC.

PC Games Hardware: Quali sono le grandi differenze tra “Risen 3” ed “Elex”, dal punto di vista del motore di gioco?

Philipp Krause: Molte delle differenze si nascondono sotto al cofano, non si notano particolarmente. Ad esempio riguardano l’intelligenza artificiale o l’interfaccia grafica. In generale comunque la maggior parte della pipeline di rendering è stata riscritta ed è allo stato dell’arte, non ha nulla da invidiare ad altri sistemi. Ad esempio, abbiamo il supporto all’illuminazione volumetrica e l’illuminazione globale, alla quale si aggiunge il physically based rendering. Abbiamo modificato molto di come venivano rappresentati capelli e pelle, oppure il sistema di renderizzazione delle nuvole. Abbiamo riscritto da capo i liquidi e simuliamo i corsi d’acqua dalla fonte al mare. Oltre a questo ovviamente lo streaming senza tempi di caricamento. In “Risen 3” avevamo isole separate, qui invece abbiamo un unico mondo senza caricamenti.

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Elex vince il premio BÄM!

“Meglio tardi che mai”, dal nostro web partner World of Elex, apprendiamo una bella notizia…

Il sito ufficiale su Facebook ha annunciato che l’RPG in arrivo dei Piranha Bytes ha vinto il “BÄM Award” nella categoria “Most Wanted PC Game” (giochi più attesi).

A presentare il  “BÄM Award” è l’editore di una rivista tedesca, Computec Media Group. I vincitori nelle categorie sono scelte dai lettori della loro rivista.

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ELEX: I Piranha Bytes parlano della versione polacca migliorata e delle 100+ ore di gioco!

I Piranha Bytes, uno studio di sviluppo tedesco famoso fra i fan per i propri giochi di ruolo. Hanno rilasciato giochi celebri, sebbene non privi di difetti, come Gothic 1, 2 e 3 e Risen 1, 2 e 3.

Ora, tuttavia, han deciso di cambiare ambientazione per ELEX, puntando su uno scenario fantasy fantascientifico. Il titolo del gioco fa riferimento a una risorsa rara e preziosa, comparsa sul pianeta dopo l’impatto di un meteorite, che ha fatto regredire la civiltà.

 

L’ELEX è utile in vari modi, in quanto consente di usare la magia e di dar potenza alle macchine, ma rende anche gli uomini privi d’emozioni. Il gioco inizia quando il protagonista, preimpostato e facente parte della fazione degli Alba, si ritrova lontano da casa e impossibilitato ad accedere all’ELEX. A causa di ciò, prova per la prima volta delle emozioni.

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Elex: Il nuovo grosso gioco di ruolo fantascientifico?

Con i jetpack, desolazioni post-apocalittiche, ed un pizzico di BioShock nel suo DNA, Elex potrebbe prendere molti giocatori di sorpresa quest’anno, ecco l’anteprima tradotta in italiano di Cultured Vultures.

Un ambiente sempre più popolare per ogni forma di media, oggi è la desolazione post-apocalittica: punti bonus per l’inclusione di ribellioni contro governi totalitari o annuali eventi barbarici amati da tutti tranne che dal protagonista (che è inevitabilmente il Prescelto).

Forse questo spiega di più il clima sociale attuale di quello che sono disposto ad approfondire qui, forse perché le opportunità per la creazione di un mondo sono immense. Qualunque sia il sorteggio del genere l’ultima uscita dei Piranha Bytes, il gioco di ruolo open-world Elex, prende un sacco d’ispirazione da tutta la cultura pop, pur continuando a non essere un completo copia ed incolla dalla standard distopia post-apocalittica.

Penso che il gioco che abbia più parallelismi con Elex sia BioShock. Ambientato nelle desolazioni decadenti di Magalan, un pianeta devastato dall’impatto di un meteorite, i giocatori sono introdotti all’ADAM di questo gioco: l’Elex stesso, una sostanza introdotta nella società frazionata dalla cometa. Proprio come l’ADAM, l’Elex può essere raffinato per lo sviluppo di nuove abilità in una vena simile ai plasmidi, o come combustibile per le tecnologie. Anche Magalan ha la sua varietà di Splicer, “malvagi mutanti senza cervello” deformati dalla loro dipendenza dalla sostanza. [ Leggi il resto dell’articolo! ]

ELEX è bizzarro e talvolta di scarsa qualità, ma completamente aperto

Il blog americano Destructoid ha pubblicato un articolo su ELEX, dopo aver provato la demo distribuita alle varie testate video-ludiche.


The Legend of Zelda: Breath of the Wild mi ha fatto apprezzare da una nuova prospettiva i videogiochi open-world. Amo la libertà nell’affrontare le missioni (o nel poterle trascurare) e nell’ordine in cui posso gestirle. Mentre videogiochi come Grand Theft Auto e i più recenti Elder Scrolls offrono solo ritagli di questa libertà, essi tendono ad accompagnarti per mano nel corso della trama principale, facendo inevitabilmente venir voglia al giocatore di ribellarsi al sentiero già tracciato.

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